DALLA FIGC - Gravina: "Non firmerò mai lo stop ai tornei, ce lo imponga il Governo. E cosa faremo poi?"

20.05.2020 15:05 di Roberto Chito Twitter:    Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
DALLA FIGC - Gravina: "Non firmerò mai lo stop ai tornei, ce lo imponga il Governo. E cosa faremo poi?"

"Non firmerò mai il blocco dei nostri campionati. Non posso farlo, significherebbe uccidere il calcio italiano. Tutti invocano il blocco: lo faccia il Governo, ce lo imponga. Se dobbiamo aspettare il contagio zero e il vaccino salta anche la stagione 2020-21". Più chiaro di così, Gabriele Gravina non poteva essere. Il numero uno della Figc, ospite del meeting dell’Ascoli ha analizzato diversi aspetti davvero importanti.

SUL FUTURO: "Mi auguro che il mondo del calcio, che ha un impatto altamente significato nella vita sociale del nostro Paese, possa ripartire con minor individualismo. Abbiamo bisogno di maggiori relazioni, occorre ragionare in termini di partecipazione e condivisione".

SUL PIANO B: "Questa storia del piano B è diventata quasi una sorta di mantra, come se fosse la soluzione di tutti i mali. Solo i pessimi dirigenti non hanno piani alternativi, mi pare evidente. Ma se questo piano B deve fare rima con le due parole "è finita", io allora non ci sto, è una soluzione che abbiamo tutti ma io non posso immaginarlo".

SULLE IPOTESI: "Il mio senso di responsabilità mi deve portare ad avere un piano B, C e D. Abbiamo diversi piani qualora si dovesse sospendere il campionato, sottolineo sospendere che è diverso da annullare. La mia presa di posizione è chiara, non firmerò mai a livello individuale il blocco dei nostri campionati, non posso farlo, significherebbe uccidere il calcio italiano".

SUI DANNI EVENTUALI: "Il calcio non è un'entità separata da altri contesti, con tanti negoziati di natura commerciale e contrattuale con molte realtà. Faccio un esempio: c'è una clausola tra la Lega A con i broadcaster che, in caso di stop, causerebbe un danno emergente di 400 milioni di euro. Non sono numeri buttati lì a caso".

SUL PERIODO: "Da presidente della Figc ho vissuto due mesi d'inferno, non è facile staccare la spina e non lo posso fare per vivere d'ora in avanti qualche mese tranquillo, chi lo pensa non si rende conto, sarebbe un gesto da irresponsabile. Noi abbiamo forti responsabilità contrattuali verso partner ed istituzioni internazionali, come Uefa e Fifa".

SUI CAMPIONATI EUROPEI: "É il Governo che ha stabilito ciò che doveva fare la Federazione. Il Psg, ad esempio, ha già detto di aver perso 200 milioni dopo l'annuncio della chiusura ed al momento non sa se riuscirà a partecipare alle coppe europee. E anche i club della Ligue 2 hanno deciso di presentare proposte alternative".

SULLE RIFORME: "Dobbiamo fare una riflessione su una riforma del nostro sistema, non solo per quanto concerne il format sportivo, ma proprio come modalità di sviluppo sostenibile, togliendo le catene e parlando di libertà con una nuova impostazione. Questo è il tema su cui ci dobbiamo concentrarci, abbandoniamo logiche di sviluppo molecolare, siamo strutturati in un modo ormai superato rispetto al resto dell'Europa".

SUI TANTI CLUB: "Cento squadre professionistiche in Italia non si possono più reggere. Questa è la mia progettualità e lo dico da imprenditore, io non so fare politica. Sono portato a fare i calcoli ed a capire le criticità delle Leghe. Il vero imprenditore deve alzare l'asticella della qualità".