SERIE C - Ora serve una riforma dei campionati: ecco come potrebbero essere le due categorie

20.05.2020 15:21 di Roberto Chito Twitter:    Vedi letture
© foto di Sarah Furnari/TuttoLegaPro.com
SERIE C - Ora serve una riforma dei campionati: ecco come potrebbero essere le due categorie

Sessanta squadre in Serie C sono impossibili da sostenere. Fra problemi economici, rinunce a metà campionato e altri problemi, dal 2014 ad oggi ne abbiamo viste davvero tante. Magari, lo tsunami del Coronavirus potrebbe agevolare anche una riforma che mai come questo momento sembra essere urgente. I club di Serie C sono decisi: nella prossima assemblea di Lega Pro sarà chiesto di dividere la terza serie in due tronconi.

Il primo terrà le regole del professionismo, in modo da poter prevedere solamente 22 club e non 60, il resto sarà composto da una sorta di Seconda Divisione con 40 squadre totali. Come individuare questo sistema? Innanzitutto, bisogna dire che prima bisognerà capire quante squadre potranno assicurare l’iscrizione. Sospendere la fidejussione per alcune stagioni potrebbe provocare un danno anche maggiore, correndo il rischio di vedere club che a metà stagione possano chiudere e salutare. Ovviamente, le società dovranno essere sostenute. Compito che spetta alla Lega Pro, capire come poter sostenere queste società. In ogni caso, una scissione della terza serie è fondamentale.

Ventidue club in Prima Divisione con quattro promozioni e quattro retrocessioni. Magari, per individuare le squadre da promuovere in Serie B si potrebbe pensare ad un meccanismo di due dirette e due ai play off, per aumentare la competizione. In Seconda Categoria, invece, troveremmo due Gironi da venti squadre. Anche qui, quattro promozioni totali: due per Girone, una diretta e l’altra ai play off. E sei retrocessioni. Sarà fondamentale anche una riforma in Serie D. Nove Gironi sono davvero troppi. Sei, potrebbero bastare. Il ritorno della Seconda Divisione potrebbe rappresentare l’anno di passaggio per quei club che pensano in grande.

Mentre potrebbe essere una vetrina importante per chi vuole puntare sui giovani e i minutaggi, con il semi-professionismo e un sistema meno rigido del primo. In Prima Divisione, invece, con le quattro retrocesse dalla Serie B e le quattro promosse dal secondo torneo di terza serie, se ne potrebbero vedere delle belle. Ora, la parola spetta solamente alla Lega Pro, pronta ad ascoltare i propri club per dar vita ad una riforma che a questo punto non può più aspettare.