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REBUS CAMPIONATI - Parla Gravina: "Non voglio essere il becchio del calcio italiano"

Redazione TuttoMatera.com
20.04.2020 09:55

Gabriele Gravina della Figc, FOTO: FONTE WEB

"Fermarsi oggi sarebbe un disastro. Se il calcio non riparte ci sarebbe un pesante impatto negativo, sul settore ma anche sul Paese, visto che movimentiamo circa cinque miliardi di euro". Parla così, Gabriele Gravina. Il presidente della Figc, a Sportmediaset ha analizzato i principali aspetti che dovrebbero portare la Serie A a ripartire nel mese di giugno.

SULLA SITUAZIONE: "Io non ho mai preso in considerazione l'idea di fermarci. Non posso prendermi questa responsabilità, che lascio al governo. Non posso essere il becchino del calcio italiano".

SULLE PROCEDURE: "É stato preparato un protocollo, che andrà validato, che garantisce la negatività di un gruppo chiuso, non vedo quindi questo tipo di preoccupazione".

SULLE SOLUZIONI: "Ci sono due correnti di pensiero: una che propone di chiudere tutta l'attività legata allo sport e una, che porto avanti, che intende continuare".

SUL MOMENTO: "C'è una situazione di speranza, che l'Italia a giugno possa vivere un momento di sollievo, e poi situazioni oggettive che riguardano il problema dei probabili contenziosi in caso di stop che come sappiamo possono creare molti problemi al mondo del calcio".

SULLE AZIONI: "Non capisco questa resistenza a provare ad andare avanti, bisogna abbandonare le false retoriche. C'è una procedura protocollo inviata ai ministri che va validata. c'è un comitato tecnico scientifico, non mi sembra che questo sia il problema per fermare un movimento come il nostro. Sul mondo amatoriale, va aperto un altro capitolo".

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