Le Parole

L'intervista - Cordisco: "Matera, due cose per conquistarti. Squadra? Il club ha fatto il massimo"

Roberto Chito
19.09.2020 12:50

Antonio Cordisco, FOTO: TUTTOMATERA.COM

"Innanzitutto voglio ricordare un mio carissimo amico che è venuto a mancare in queste ore. Si tratta di Rocco Augelli, scomparso per una bruttissima malattia quest’oggi. Vorrei approfittare di questa occasione per poter fare le mie condoglianze alla sua famiglia". Comincia con questo ricordo la chiacchierata che TuttoMatera.com fa con Antonio Todisco. Il centrocampista pugliese, ex di tante formazioni fra Puglia e Basilicata, analizza diversi aspetti mettendo l’accento sul gruppo biancoazzurro che sta nascendo.

SUL PROGETTO: "Non ci ho messo tanto nel decidere quale sarebbe stata la mia squadra quest’anno. Mi ha convinto il progetto del presidente Petraglia che è una persona seria ed ambiziosa. Poi conoscevo anche mister Finamore per averlo avuto qualche anno fa al Real Metapontino. Inoltre, sapevo anche della professionalità del dg Pace e del ds Mastroberti. Quando c’è uno staff-tecnico e dirigenziale di questo livello si capisce subito che è un progetto serio e in questo momento il calcio ha bisogno di gente seria".

SULLA SQUADRA: "Diciamo che in questa squadra ci sono giocatori importanti che potrebbero tranquillamente disputare categorie ben più importanti. Toccherà al mister trovare la giusta amalgama e a noi i giusti equilibri nello spogliatoio per far sentire importanti tutti i giocatori".

SUGLI OBIETTIVI: "Ovviamente, il nostro traguardo è quello di vincere. Non importa come, ma dobbiamo arrivarci in ogni modo".

SU FINAMORE: "Il calcio cambia, è in continua evoluzione. Quindi, si ha avuto un allenatore tre-quattro anni fa e poi lo ritrovo non troverai mai gli stessi dettami. Siamo in continua evoluzione e tu calciatore devi metterti sempre a disposizione della squadra. Il mister l’ho trovato molto carico soprattutto dopo le vicissitudini della scorsa stagione e per l’ingiusta retrocessione che hanno subito".

SULLE CARATTERISTICHE: "Sono un giocatore che non predilige solamente una fase. Poi, devo dire che il calcio di oggi te lo richiede. Bisogna far bene tutte e due le fasi per poter essere un giocatore completo. Per questo, non disdegno ne la fase di possesso, ne la fase di non possesso".

SUL GRUPPO: "Da quello che si è potuto capire da questi primi giorni è che la società, insieme allo staff-tecnico e a tutti i dirigenti non hanno sbagliato nulla, soprattutto sugli uomini che è la cosa fondamentale. Questo è un gruppo di bravi ragazzi, di uomini, ancor prima che di giocatori. Ci sono tutte le prerogative per poter far bene".

SUL CAMPIONATO: "Fortunatamente non è il primo anno che disputo l’Eccellenza lucana. Ho già avuto la fortuna di giocarci e di vincerla quando ero al Real Metapontino. Però, ho anche perso una finale nazionale. Nonostante ciò, devo dire che quest’anno prevedo un campionato più diverso dal solito, più difficile e più agguerrito".

SULLE RIVALI: "Pensavamo che dopo questa pandemia, a livello dilettantistico qualcosa si ridimensionasse. Invece, c’è stato l’esatto contrario. Ci sono tante squadre che hanno allestito degli ottimi organici. Per questo, ad oggi vedo un campionato molto equilibrato con quattro-cinque formazioni faranno di tutto per poter vincere".

SU MATERA: "È una vetrina importante. Matera è una grande piazza, hanno visto il calcio vero. L’unico modo per conquistare la fiducia della gente è far capire a livello societario che si tratta di un progetto serio, e a livello sportivo fare i risultati. Credo che siano solamente queste le due strade per convincere i tifosi. Matera è un’opportunità per tutti i giocatori in rosa, per la società e lo staff-tecnico. Oltre che per i giovani che sono in rosa. Infatti, per loro far bene a Matera sarà completamente diverso rispetto a far bene in un’altra piazza. Dimostrare il proprio valore nella Città dei Sassi ha molta più risonanza".

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