L'Editoriale

Editoriale - Quaranta minuti al telefono con Petraglia e una risposta: diamogli fiducia

Roberto Chito
18.08.2020 00:45

La coreografia di Matera-Manfredonia del 2014, FOTO: TUTTOMATERA.COM

Abbiamo fortemente voluto questa intervista. In verità lo abbiamo corteggiato da diversi giorni. Tra un imprevisto ed un altro, alla fine abbiamo convinto Antonio Petraglia a fare questa chiacchierata con noi. Il motivo? Semplice, scontato.

Dare l’opportunità al presidente del Grumentum, che nel prossimo futuro diventerà Matera, di raccontarsi e di spiegare in maniera più tranquilla alcuni concetti che in conferenza stampa sono stati espressi sì, ma senza andare a fondo. Abbiamo insistito affinchè Petraglia ci concedesse questa chiacchierata per un obiettivo ben preciso: dare ai materani le risposte che volevano alle domande più diffuse. Speriamo di esserci riusciti in una lunghissima chiacchierata di ben 40 minuti. Dispiace aver sottratto a Petraglia quasi un’ora del suo tempo di un lunedì mattina. Meno per noi abbiamo deciso di dividere in cinque blocchi questa bella intervista. Alla fine, però, come sappiamo la differenza la faranno i fatti.

A cominciare da questa stagione, dove il suo Grumentum si affaccia ad un campionato comunque impegnativo come l’Eccellenza lucana. Ovviamente, bisognerà valutare ogni singolo passo. Un progetto inclusivo che si va a scontare con quelli del recente passato. Infatti, abbiamo visto una guida societaria piuttosto autoritaria, rispetto ad una aperta alla condivisione di un progetto che mette le proprie radici nella Città dei Sassi. Nella lunghissima chiacchierata con Petraglia abbiamo capito una cosa: merita la nostra fiducia. D’altronde anche Saverio Columella è arrivato con scetticismo, rilevando un titolo sportivo chiamato Irsinese e diventato Matera. Anche questo Grumentum lo diventerà nella prossima stagione.

Però, non può essere un nome a mettere le barriere ad un progetto che vuole nascere, vuole dare alla nostra città una ventata nuova per poter spazzar via i brutti mesi passati. Petraglia merita fiducia perché non è giusto criticare a prescindere. Non ci possiamo far niente se è nato in Val d’Agri. La carta d’identità dice questo. Però, poi, la sua carriera dice altro: Roma e Milano, avvocato di grandissima esperienza e persona che nel mondo del calcio è raro trovarla. Una brava persona che si è visto negare la Serie D da una classifica cristallizzata per motivi sanitari e non certo per demeriti sportivi.

Perché il Grumentum era in crescita e la salvezza se la sarebbe giocata fino alla fine. Petraglia, però, dopo una mazzata del genere ha deciso di non mollare. Anzi, ha rilanciato il suo progetto decidendo di approdare a Matera. Quella città che conosce molto bene essendoci dal 2016 dove ha investito davvero tanti soldi per un’altra grande passione: la cultura. Eh sì, è un presidente diverso dal ring del mondo del calcio. Petraglia, però, merita una grande chance. La missione più complicata, però, sarà quella di vincere lo scetticismo di una città troppo dubbiosa su tutto e che deve pensare sempre a male.

Abbiamo provato a chiarire anche questi aspetti e il presidente è stato chiaro. Nessun interesse politico, essendo lui un avvocato che si occupa di banche e finanza. Insomma, un campo diverso che è meglio lasciar stare. Merita una chance, e soprattutto fiducia da parte dei materani. Già, questa sarà la stagione più complicata perché non sarà facile mettersi la sciarpa al collo e tifare Grumentum. Non crediamo che Petraglia chieda questo ai materani. Chiede più che altro un pizzico di buona volontà nel cercare di provare a seguire questa realtà.

Anche perché, non ha nessuna intenzione di andare a fare la guerra alle altre tre società già presenti sul territorio. Anzi, la sua missione è quella di provare a creare unità di intenti per far nascere un Matera nuovo, unico, che possa essere tifato da una città intera la domenica e non fare la guerra per contendersi i tifosi. Quelle che ha rilasciato a noi, però, sono parole. L’unica cosa che possiamo dirvi è che dall’espressione usata, di fronte ci siamo trovati una persona battagliera e motivata, consapevole di cominciare una missione complicata ma non impossibile.

Perché i materani in fondo in fondo sono persone di cuore e ci mettono davvero poco a dimenticare un passato difficile, di certo non per colpa di Petraglia, e guardare avanti verso il futuro. anche perché, la storia del calcio a Matera parla chiaro. Dopo ogni fallimento c’è sempre stata una rinascita, e il più delle volte è arrivata attraverso una fusione. E pazienza se colui che ha interesse a riattivare i cuori biancoazzurri arrivi dalla Val d’Agri. Perché la carta d’identità dice questo.

Ma le motivazioni e le ambizioni, invece, sono le migliori possibili. Ha posto solo una piccola condizione: un po’ di pazienza e di fiducia. Oggi è l’unica ancora alla quale ci si può aggrappare per tornare in categorie diverse rispetto ai campionati regionali. Dar fiducia a Petraglia non costa nulla. Anche perché, siamo sicuri che non sarà una scelta sbagliata.

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