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SERIE C - Ghirelli: "Un disastro annullare il torneo: vi spiego il motivo. Abbiamo forte credibilità"

Roberto Chito
01.04.2020 16:50

Francesco Ghirelli della Lega Pro, FOTO: FONTE WEB

"Dobbiamo considerare il fatto che i club sono sottoposti ad una pressione fortissima perché hanno in discussione la loro linea di continuità aziendale in un contesto in cui questo virus ha inondato di precarietà qualsiasi aspetto della vita di ognuno di noi. È comprensibile che ci sia una forte apprensione da parte delle società". Sono le parole di Francesco Ghirelli. Il presidente della Lega Pro, a Tuttomercatoweb.com, ha fatto il punto della situazione.

SUL CAMBIAMENTO: "Dobbiamo cambiare vocabolario, stando zitti qualche volta e rispettando i tempi. In un momento storico in cui si contano i morti il consenso del calcio sta precipitando e la Serie C sta tenendo perché abbiamo dimostrato di avere una forte credibilità. Abbiamo saputo di dimostrare unità d’intenti nonostante la nostra Lega è composta da 60 squadre".

SULL’ANNULLAMENTO: "Produrrebbe danni irreversibili. Sul fronte economico, legale e sociale sarebbe un disastro. Se si annulla la stagione, non ci sarebbero le basi per la richiesta della riduzione dei pagamenti perché sarebbe una decisione dei club".

SUL POSSIBILE CAOS: "Per avvalorare la richiesta di taglio dei pagamenti servono un accordo con l’Aic, oppure la sospensione da parte del Governo".

SUI CONTENZIOSI: "Qualora si arrivasse in sede di causa fra società e calciatori e dovesse affiorare che l’interruzione delle competizioni sia stata presa sulla base di una motivazione diversa da quella di forza maggiore, tali cause sarebbero perse".

SULLA RIPRESA: "Sono realista. Dobbiamo lavorare a qualsiasi tipo di soluzione per essere pronti a ripartire quando le autorità scientifiche ci diranno che potremo farlo in sicurezza. Visto il momento attuale non credo si possano fare previsioni anche perché è facile ipotizzare che le attività che prevedono aggregazione saranno le ultime ad essere sbloccate".

SULLE SCELTE: "Come Lega Pro abbiamo fermato il campionato lo scorso 21 febbraio, prima di tutti. Lo abbiamo fatto anche a rischio di essere sbeffeggiati per questo tipo di scelta e non abbiamo intenzione di cambiare la nostra linea. Se vorranno riprendere prima che le autorità sanitarie abbiano dato tutte le rassicurazioni del caso dovranno cacciarmi".

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