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SERIE C - Ghirelli: "Promozioni e retrocessioni? Scusate, ci sono cose ben più importanti oggi"

Redazione TuttoMatera.com
26.03.2020 10:11

Francesco Ghirelli della Lega Pro, FOTO: FONTE WEB

"Partiamo dal fatto che c’è la speranza di terminare il campionato. Io spero di giocare già domani. Poi, c’è chi ha la speranza di essere promosso e chi di non retrocedere. Poi, però, c’è la realtà". A parlare è Francesco Ghirelli, presidente della Lega Pro, che al portale TuttoC.com fa il punto della situazione, analizzando diversi aspetti per quanto riguarda la terza serie di assoluta attualità in queste ore.

SULLA REALTÁ: "Questa dice che Monza, Vicenza e Reggina che si sono fatte in quattro quest’anno per poter puntare alla Serie B e giustamente sperano di essere promosse, dovranno rapportarsi con il sistema. Ma ci sarà tempo per questo, inutile pensarci ora".

SULLE DECISIONI: "Queste dovranno essere prese dal Governo e dai ministeri che ci diranno se si potrà giocare o meno. Poi, sarà la Figc che in caso di stop definitivo dovrà prendere una decisione".

SUL PRESENTE: "Questo virus maledetto ti fa capire come promozioni e retrocessioni sono cose estremamente di secondo piano adesso. C’ un grave problema sanitario in Italia, ci saranno gravi problemi economici. È cambiato il mondo: c’è una guerra in atto, dopo non si ragionerà più come prima".

SULLE PAURE: "Quando tutto questo finirà, noi avremo paura degli assembramenti. Pensate allo stadio, allo stare tutti vicini, alle esultanze sugli spalti. In tanti non andranno allo stadio finché non ci sarà un vaccino. In un Paese che cerca mascherine, piange morti, non sa se tornerà ad avere un lavoro, noi litighiamo su promozioni e retrocessioni? Ma di che parliamo? Non voglio essere maleducato".

SULLE SOCIETÁ: "C’è grande unità, sono compattissime. Sanno che prima di tutto c’è un problema economico da risolvere. Il rischio è che tra pochi mesi ci sarà moria di squadre che non si iscriveranno. E non perché saranno fallite come accadeva in passato. Succederà perché non avranno più soldi da investire nel nostro sistema. Mettiamoci in testa che l’azienda madre verrà preferita al calcio".

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