FOCUS - Il calcio a Matera? Fra interessi socio-politici e tanti bluff, una storia già vista

06.06.2020 10:53 di Roberto Chito Twitter:    Vedi letture
FOCUS - Il calcio a Matera? Fra interessi socio-politici e tanti bluff, una storia già vista

Ormai è un dato di fatto. Per vedere il calcio a Matera bisogna sperare che arrivi qualche imprenditore da fuori città ad investire nella Città dei Sassi. Se ci appella agli imprenditori materani, meglio lasciare ogni speranza. Il bluff della scorsa estate è ancora una ferita davvero troppo profonda per tutta la comunità materana che dopo due anni da incubo in Serie C, con un campionato non terminato per rinuncia, speravano di mettersi alle spalle il brutto periodo.

E invece no, nessuno poteva immaginare che il peggio doveva ancora arrivare. Imprenditori che ancora una volta hanno disatteso le speranze di una piazza che voleva ripartire, sfruttando anche il brand di Matera Capitale Europea della Cultura 2019 che sotto tutti i punti di vista è stata una semplice comparsa più che l’inizio della valorizzazione di una città che aveva di fronte a sé una grandissima occasione. Dunque, se bisogna aspettare gli imprenditori materani, meglio lasciar perdere. A distanza di un anno, la situazione non è assolutamente cambiata. Il calcio, a Matera viene portato avanti solamente da gente del popolo che fra fine estate ed inizio autunno ha deciso di ripartire dalla Seconda Categoria, facendo comunque sforzi economici perché il calcio non è gratis.

Piccoli commercianti che attraverso idee e organizzazione hanno dato una vera e propria spallata ai grandi imprenditori che qualche mese prima si erano appellati solamente al fondo perduto di 300 mila euro per la Serie D, e che non sono stati capaci nemmeno di fare un Eccellenza con un fondo perduto di 100 mila euro. Insomma, un progetto pregiudicato da norme che non potevano essere sovvertite in nessun modo. Matera, però, con grande dignità è ripartita. Dal basso, ma è ripartita. Peccato per coloro troppo attaccati alla categoria che hanno messo la sciarpa biancoazzurra nel cassetto, nell’attesa di riprenderla al prossimo torneo da vertice in Serie D. Questione di punti di vista. Ma c’è anche da dire che in Seconda Categoria sono stati portati allo stadio ben 700 spettatori.

Una risposta a quegli imprenditori che vedono il calcio solamente come possibile interesse e che alla prima occasione utile sono pronti a tirarsi indietro. Gente del popolo che ha deciso di mettere su un progetto comunque importante, consapevole che se nessuno gli affiancherà sarà difficile uscire dalle sabbie mobile nel breve tempo, ha fatto la cosa migliore: dare una speranza al popolo biancoazzurro. E il futuro? Non ci meravigliamo se in vista delle elezioni comunali del prossimo autunno, nelle prossime settimane non possa uscire qualche imprenditore, magari rimpastando vecchie società del passato, pronto a presentare progetti importanti con l’obiettivo di essere eletto a sindaco. Storia di un passato che ci ha davvero insegnato tanto.

Ipotesi che vengono fatte sulla storia che insegna davvero tanto. Tra l’altro, anche nell’inverno 2019, un politico materano si era messo in prima fila per ricostruire il calcio materano, chissà perché solamente durante il periodo delle elezioni comunali, per poi sparire nel nulla. La realtà, oggi dice Prima Categoria. Quello che Matera ha da offrire è solamente questo. Con la certezza che si parla di calcio e di progetti, non di politica o di altri interessi. Perché da questo punto di vista, Matera ha già dato. E si è scottata tante, troppe volte.