LA PENSIAMO COSì - Basilicata come modello di ripartenza? Un segnale che serve anche all'Italia

20.05.2020 14:56 di Roberto Chito Twitter:    Vedi letture
Foto: Fonte Web
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Chi l’avrebbe mai detto. La piccola, sottovalutata e spesso bistrattata Basilicata, da due giorni tocca contagi zero e da diverso tempo non va oltre i dieci. Insomma, lo tsunami Coronavirus, è ben controllato, perché la parola sconfitto non la possiamo ancora usare. Il nemico, però, è stato messo fuori la porta e lo si può gestire davvero bene. Un territorio che nonostante le sue carenze e difficoltà ha risposto davvero in maniera ineccepibile.

Merito all’organizzazione che le strutture sanitarie hanno avuto sin dal primo momento. Situazione gestita al meglio da tutte le parti, soprattutto quando l’Italia intera annunciava l’ecatombe al sud che non sembra essere arrivata. Nessuno vuole fare polemica, però, la piccola Basilicata ha dato a tutta la Nazione un gran messaggio: anche nei piccoli territori, dove sembra mancare tutto e da dove tutti fuggono, ha scritto una pagina davvero importante nella lotta al virus. Adesso, però, questa piccola Regione, vuole ripartire. Soprattutto in un territori così piccolo e con tutte le sue difficoltà del caso, perdere altro tempo potrebbe essere controproducente. Attenzione: nessun vuole un liberi tutti, o pensare che la vita tornerà quella di prima.

No, la Basilicata vuole ripartire, dando un segnale all’Italia intera di come ci si può rimboccare le maniche e ripartire. Dare messaggi di speranza e soprattutto di ripartenza. Sappiamo che il virus è ancora fra noi, lo sarà per diverso tempo. Però, la convivenza con questo nemico invisibile non significa subirlo. Significa prendere le dovute precauzioni per non aumentare il contagio perché nessuno vorrebbe ripiombare in questa situazione. A cominciare dai cittadini. Permettetemi di fare un appunto. Finora, in pochi si sono congratulati con gli italiani per gli ineccepibili comportamenti avuti finora. Nessuno vuole fare assembramenti, ma si vuole finalmente uscire di casa.

Essere liberi di poter fare una passeggiata, da soli o in compagni ma rispettando tutte le distanze di sicurezza. Per una Regione come la Basilicata, la ripartenza in tempi brevi è fondamentale. A cominciare dal turismo. Sono in tante le città del nostro territorio che potrebbero presto ripopolarsi. Sarebbe la giusta boccata d’aria e la possibilità di far conoscere un territorio che nessuno sa che esista. Un risultato che non può essere vanificato dalla lentezza di un Governo troppo attento a quello che dice il comitato tecnico-scientifico e poco alla voglia di ripartire di una Nazione.

Perché, in territori che presentano un contagio davvero limitato non si può riprendere, con tutte le precauzioni del caso, la normale attività? Perché il Governo non ripristini la zona rossa, la zona gialla e la zona verde? Perché non si usa la Basilicata per poter verificare se una possibile riapertura, in piena sicurezza e con tutte le precauzioni, lo sottolineo ancora per non essere frainteso, porti la linea del contagio in rialzo come afferma il comitato tecnico-scientifico.

Che una cosa sia chiara: nessun può restare in questa situazione per altri sei mesi, fino a quando la scienza troverà un vaccino che forse, perché non c’è nessuna certezza, sarà la soluzione definitiva. I lucani hanno dimostrato grande senso di responsabilità e meritano di poter tornare a vivere, consapevoli del momento e del pericolo che tutti ci troviamo d’avanti in queste settimane.