L'Intervista

ESCLUSIVA - Marsico: "Ecco perchè ho lasciato il Sassi Matera. Futuro? A gennaio vedremo"

Roberto Chito
12.12.2019 17:10

Il pallone, FOTO: TUTTOMATERA.COM

"Il divorzio dal Sassi Matera è arrivato dopo una diversità di vedute con il presidente Santorufo. Su alcune sue decisioni non mi trovavo d’accordo. Poi, quando si vede che le cose cominciano ad andare male, non ti diverti più. Per me si possono guadagnare tutti i soldi del mondo, ma se manca il divertimento e l’appagamento interno non ha più penso proseguire". Sono le parole di Nunzio Marsico, ex giocatore del Sassi Matera che a TuttoMatera.com fa il punto della situazione dopo il divorzio maturato con la società di Alessandro Santorufo. Il centrocampista spiega quali sono stati i principali problemi.

SUI PROBLEMI: "Santorufo, ad inizio campionato aveva grandi progetti. Ha formato una squadra compostata al settanta per cento da ragazzi di fuori. Dopo tanti consigli per il bene della squadra, vedevo che su alcune cose lui veniva meno. Purtroppo ha dovuto destinare gran pare del budget ai ragazzi di fuori, trovandosi in difficoltà già a metà campionato".

SULLE GUIDE TECNICHE: "Non c’è mai stata una figura di un allenatore che potesse prendere in mano la situazione. Dopo Mastrodonato, abbiamo visto avvicendarsi diverse figure che duravano poco meno di ventiquattore".

SUL TECNICO-GIOCATORE: "Non si diventa allenatori da un giorno all’alto. Tantomeno io mi sento allenatore, o mi sono mai sentito tale. Però, davanti alla richiesta di Santorufo, ho deciso di dargli una mano anche se non ho mai ricoperto questo ruolo. Ho dato qualche consiglio per le partite contro Tramutola e Salandra e le cose sono andate anche bene. Io però, mi sono sempre sentito giocatore. Santorufo non mi ha mai chiesto di fare l’allenatore. Lo aiutavo semplicemente nel mettere in campo la formazione. Poi, le decisioni più importanti le prendeva sempre lui".

SULLA SQUADRA: "Nei ragazzi materani vedevo più predisposizione verso la maglia rispetto ai ragazzi di fuori. Noi badavamo solamente a far bella figura in campo".

SUI RISULTATI: "Con il gruppo di materani abbiamo fatto bene. A Tramutola abbiamo conquistato il pari e contro il Salandra abbiamo chiuso in vantaggio a fine primo tempo, prima che l’arbitro di infortunasse. Senza quella sospensione, sono convinto che avremmo vinto. In queste due partite ho visto la capacità del gruppo".

SUI RICONOSCIMENTI: "Non sono mai andato a giocare da Santorufo per soldi. Però, devo dire che un rimborso-spese, quando il presidente aveva la possibilità me lo riconosceva sempre".

SUL PERCORSO: "Degli otto gol di media che prendevamo a partita, almeno cinque ce li facevamo da soli. A questi, bisogna aggiungere alcuni errori degli arbitri. Eravamo protagonisti nel bene e nel male. Poi, avevamo un grande cuore: anche sotto di sette-otto gol non mollavamo mai. Noi provavamo comunque a giocare e a dire la nostra".

SUL MERCATO: "Avevo individuato dei ragazzi che potevano essere utili alla nostra causa. Purtroppo, il presidente Santorufo ha sempre detto che non c’erano le possibilità di tesserarli".

SUI RAPPORTI: "A livello umano e personale, Santorufo è comunque una persona cara e con lui sono rimasto in buoni rapporti".

SUL FUTURO: "Al momento mi godo la domenica a casa, con mia moglie e mia figlia. Non nego però, che in questi giorni ho avuto qualche contatto con qualche altra squadra ma al momento preferisco restare a casa. Poi, a gennaio valuteremo il da farsi".

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