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L'OPINIONE - Il Matera ai materani? L'attesa per il bando e un nuovo ciclo che deve partire

Roberto Chito
11.05.2019 14:05

Lo stadio XXI Settembre-Franco Salerno, foto: Fonte Web

La pazienza sta per finire. Perché è dal febbraio 2018, che in casa Matera non si parla più di calcio. Perché l’anno e mezzo vissuto finora si è portato via tematiche che nulla hanno a che fare con il rettangolo verde. E anche chi lo racconta, adesso si è un po’ stancato. Perché in casa Matera, da quando si era percepito che la barca biancoazzurra stava per affondare, si è subito cominciato a parlare di futuro.

Perché la ripartenza è l’unico aspetto che interessa ai tifosi biancoazzurri. E i primi interessati a portare avanti il calcio materano, si sono subito fatti avanti, uscendo allo scoperto. Prima Nicola Benedetto, poi, il Matera 1933, rappresentata da Giuseppe Fragasso. Quest’ultimo, ha fatto un appello a tutti lanciando l’idea di formare un’unica società, cento soci, tutti materani pronti a portare avanti il calcio materano. Un po’ il sogno di tutta piazza che in questi ultimi anni è stata guidata da imprenditori di fuori, dimenticata dai propri. Potrebbe essere il passo giusto per quel senso di appartenenza non indifferenze. E questo progetto, potrebbe esserci anche Benedetto, visto che un primo contatto con il Matera 1933 c’è già stato. Come anche con altri. Imprenditori, professionisti e persone anche di fuori città che hanno manifestato il proprio interesse. C’è un però. Quale? Il bando che deve presentare il Comune per la manifestazione d’interesse.

In quell’occasione, il quadro, sarà tutto più chiaro. Da capire se ci saranno anche altri soggetti interessati anche al momento hanno preferito non uscire allo scoperto. Oppure, se dopo aver visionato il bando, usciranno altri consensi. Dunque, da questo punto di vista tutto è in evoluzione. Matera, però, non può aspettare. In un anno importante per la città, il calcio è scomparso e adesso è arrivato il momento di far ripatire la macchina. Da una parte c’è la possibile di avere un club di materani, pronti finalmente a creare qualcosa di importante per la città. Dall’altra, qualcosa che potrebbe essere in evoluzione. Al momento, la domanda è una: il Comune, quando scioglie le riserve?

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