Il Tema

Lamberti prova la stessa mossa di Lotito: la strada per salvare il club

Roberto Chito
17.01.2019 19:40

La sede del Matera Calcio, foto: Fonte Web

La missione è la stessa. Salvare il Matera come Claudio Lotito ha salvato la Lazio. Si riferiva a questo Rosario Lamberti, quando nella sua quotidiana trasmissione aveva affermato di aver avuto contatti con il proprietario di Lazio e Salernitana per un’attività calcistica. Infatti, il massimo dirigente biancoazzurro si trova nelle stessi condizioni nelle quali, Claudio Lotito si trovò quando acquisì il team biancoceleste.

Era il 19 luglio del 2004. Per risollevare la difficile situazione economica in cui versava la società, Lotito ottenne dal governo Berlusconi dell'epoca, la spalmatura dell'ingente debito di ben 140 milioni verso il fisco su un arco di 23 anni, oltre a rilevanti sconti sulle penali. Tale accordo, giudicato troppo favorevole alla Lazio, non venne accettato dal primo funzionario statale delegato a trattare, che si dimise e fu sostituito da altro. Gli sconti, come anche tutti quelli ottenuti da altre società calcistiche, furono considerati dalla Uefa aiuti di stato e la legge fu quindi modificata. Negli anni successivi ha proseguito un lungo percorso di risanamento del debito pregresso che ha riportato la Lazio in equilibrio economico-finanziari.

Questa, la missione che vorrebbe compiere anche Rosario Lamberti. Ovviamente, il debito del Matera è di circa 4 milioni e non 140, come quello della Lazio. L’obiettivo è quello di ottenere dal governo Conte la spalmatura del debito che dopo il mancato pagamento delle prima rata da parte della gestione Andrisani è diventato carta straccia. Dunque, Lamberti in questa conversazione con Lotito ha studiato la mossa giusta per poter risollevare le finanze del club biancoazzurro, fondamentali per l’iscrizione al prossimo campionato e dunque per poter tenere in vita il calcio nella Città dei Sassi.

Lamberti: "Fidejussione, ora aspettiamo il via libera. Problemi? Questa l'unica soluzione per proseguire"
Ventura: "Un anno e mezzo non può cancellare trent'anni: questo finale non lo posso accettare. L'Italia? Non c'erano più i presupposti, in Russia non sarei andato"