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MATERA - Un tessuto imprenditoriale cittadino allergico al calcio: che grande occasione persa

Roberto Chito
30.07.2019 19:41

La maglia del Matera, FOTO: EMANUELE TACCARDI-TUTTOMATERA.COM

Una sconfitta di tutta la città ma soprattutto loro. Il tessuto imprenditoriale materano, ancora una volta ha fallito clamorosamente. Il concetto che per poter vedere calcio bisogna affidarsi a qualche forestiero, prende sempre più corpo dopo quanto accaduto in questi mesi. Il materano, infatti, sembra essere davvero allergico al calcio. Ognuno sembra essere disposto a guardare ai propri interessi e soprattutto al proprio tornaconto, rifugiandosi in scuse che ormai non hanno più nessun significato.

Una sconfitta per una Città che quest’anno, grazie al titolo di capitale europea della cultura ha tutti i riflettori addosso. Un incentivo che non è stato assolutamente sfruttato al meglio. Uno scenario desolante che non fa altro che constatare che l’imprenditoria materana è davvero allergica al calcio. Come mai? Purtroppo, gli imprenditori che hanno cercato di fare calcio non si sono affidati ad una vera e propria programmazione ma hanno preferito vivere alla giornata, guardando ad ogni stagione sportiva come a quella della vittoria, finendo per accumulare debiti. Peccato, che fare calcio oggi, consiste nel costituire un’altra azienda, trattarla proprio come un’attività. Un’azienda che deve produrre utili e che può tranquillamente farlo. Il problema è che bisogna investire, quantomeno all’inizio. Il problema però, è che alcuni imprenditori materani si sono fatti spaventare da un fondo perduto di 300 mila euro, non conoscendo le regole e volendo l’abolizione.

Purtroppo, la realtà è un’altra e non ci si può affidare al solo contributo o sponsorizzazione. Serviva coraggio. Magari quello che questi imprenditori hanno avuto nelle loro aziende che oggi sono davvero importanti. Bastava che due imprenditori, fra i maggiori della zona, univano le forze e il Matera aveva un budget da Champions League. Peccato che nessuno ha deciso di fare il passo giusto. A questi non si chiedeva la luna. Né tantomeno di vincere subito. No, gli si chiedeva solamente un progetto credibile e duraturo che potesse riportare quantomeno il Matera in Serie C. Per molti era importante ritornare allo stadio XXI Settembre-Franco Salerno per vedere la propria squadra del cuore scendere in campo, e non calpestare quel prato per concerti o altri eventi.

Purtroppo, gli imprenditori materani, invece di mettersi insieme e di pensare alla bandiera biancoazzurra, hanno guardato ai propri tornaconti, cercando di scaricarsi le responsabilità, finendo per deludere una tifoseria già ferita per l’esclusione dalla Serie C arrivata a febbraio. Un quadro davvero desolante, per una Città che è sempre più allo sbando nell’anno più importante. Peccato che ogni volta che si vince un trofeo o un campionato, tutti si professano tifosi e quando c’è da dare una mano concreta alla causa, tutti si fanno da parte. La conclusione però è chiara: gli imprenditori materani non sono in grado di fare calcio.

Ancora una volta, lo hanno dimostrato. Questa volta, però, non è arrivato nessun forestiero a salvare la barca biancoazzurra dal naufragio. No, questa volta sul banco degli imputati finiscono gli imprenditori materani. Quegli imprenditori che per tutti questi mesi hanno giocato a carte coperte, contraddicendosi più volte con l’idea iniziale di mettersi insieme ma che poi questo accordo non lo hanno mai trovato. Un quadro davvero desolante di un’imprenditoria che ha dimostrato che non può davvero fare calcio. E che sicuramente, ha fallito una grande occasione di riscatto.

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