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Calcio violento, la ricetta di Salvini: "Preferisco prevenire che curare, idee chiare su tanti temi". E Giorgetti: "Il calcio ci dia una mano"

Redazione TuttoMatera.com
08.01.2019 09:55

Il ministro dell'interno Matteo Salvini, foto: Fonte Web

"Non si può morire di calcio nel 2018. Ma i dati dal primo luglio al 30 novembre 2018 ci dicono che il calcio è uno sport sempre più sano: i feriti sono il 60 per cento in meno, quelli tra gli agenti del 50 per cento mentre si sono azzerati tra gli steward". Sono le parole di Matteo Salvini, ministro dell’interno dopo la riunione di ieri pomeriggio.

La riunione svoltasi per fare il punto sulle manifestazioni sportive, assieme al sottosegretario allo sport Giorgetti e al capo della Polizia Gabrielli, ha portato Salvini ad alcune soluzioni: "Il tema della sospensione delle partite è molto scivoloso perché è un funzionario del ministro dell’Interno che si prende l’onere di dire sì o no. Rischiamo di mettere in mano a pochi il destino di tanti. Io preferisco prevenire e non lasciare potere di ricatto ad una frangia minoritaria. E poi è difficile trovare criteri oggettivi per la decisione".

Giorgetti, invece, lancia un messaggio importante a tutto il mondo del calcio che da questo punto di vista può sicuramente aiutare: "I tesserati e i media non devono stimolare la retorica ultra che alimenta il proselitismo. Soprattutto i presidenti e i giocatori non devono gettare sempre benzina sul fuoco. Gli arbitri sappiamo che sbagliano ma bisogna cambiare culturalmente".

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