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MATERA - Cinque mesi gettati alle ortiche? Tanti, troppi colpevoli per una situazione oscura

Roberto Chito
25.07.2019 20:10

Lo stadio XXI Settembre-Franco Salerno, FOTO: SANDRO VEGLIA

Fa sicuramente rabbia vedere che Palermo e Foggia nel giro di venti giorni sono già ripartite. Probabilmente, la stessa cosa la farà il Siracusa nel breve tempo. A Matera, purtroppo, tutto tace. E pensare che nella Città dei Sassi si hanno avuto ben cinque mesi di tempo per poter trovare una soluzione per far ripartire il calcio. Al di là di tutte le schermaglie politiche o i vari problemi che si sono venuti a creare.

Perché è evidente che se un imprenditore ha davvero voglia di fare calcio nella Città dei Sassi, ha un progetto sportivo e le idee chiare, non ci pensa due volte. A prescindere dai vari problemi che ci possano essere. Ovviamente, è troppo facile parlare con i soldi degli altri, però a fronte di un investimento importante, non possono essere 150 mila euro in più o in meno a condizionare un potenziale progetto sportivo. È questo ciò che la Città di Matera si sta chiedendo in queste ore. Discorso rivolto all’imprenditore Nicola Benedetto che se veramente vuole fare calcio a Matera sa cosa fare. Purtroppo, siamo arrivati alle battute finali di una situazione che si arriva all’epilogo. Perché oltre l’assegno da 300 mila euro da destinare alla Figc che può essere inviato anche alle ore 14.50 di lunedì pomeriggio, bisogna andare davanti ad un notaio e costituire la società.

Questa però, deve essere fatta subito. Il tempo, da questo punto di vista non aiuta e anche le più flebili speranze ormai si sono ridotte al lumicino. Si aspetta solamente l’ufficialità per poter mettere bandiere e sciarpe biancoazzurre nel cassetto con la speranza di riprenderle quanto prima. Sicuramente, questo non sarà fatto per l’Eccellenza o la Promozione, progetti che i tifosi biancoazzurri hanno già affermato di boicottare. L’unica soluzione gradita è la ripartenza dalla Serie D con la speranza che entro la giornata di domani qualcosa possa muoversi. Perché aver buttato alle ortiche cinque mesi di tempo per poter far nascere una Matera solido e pronto a durare nel tempo, è davvero un pugno nello stomaco che ai tifosi biancoazzurri fa davvero troppo male.

Da questo punto di vista, è meglio restare senza calcio per un po’, per poi avere delle basi più solide per poter ripartire. I tifosi biancoazzurri sono sicuramente stanchi di questa situazioni. Hanno avuto più incontro con l’amministrazione comunale e con l’imprenditore Nicola Benedetto e al momento, non hanno nessuna intenzione di inginocchiarsi per chiedere che il progetto parta. Adesso, sono i sostenitori del Bue ad attendere risposte. Il loro lo hanno fatto, garantendo l’appoggio all’imprenditore bernaldese che al momento resta fermo sui suoi passi. Il tempo scorre, cinque mesi sono passati e fa davvero male vedere altre piazze che dopo essere state escluse il 24 luglio scorso, in meno di un mese hanno una nuova società ed un progetto solido.

Difficile capire come mai, nonostante il grande evento di Matera 2019 sbandierato ai quattro venti, nessuno abbia fatto il passo giusto per poter far ripartire il calcio materano. Imprenditori e amministrazione comunale hanno davvero le loro responsabilità, e sicuramente saranno i principali colpevoli per aver fatto morire il calcio nella Città dei Sassi per la seconda volta a distanza di pochi mesi dall’esclusione dal campionato di Serie C. Anche perché, questo è il peggior tradimento che tutti coloro che hanno il cuore biancoazzurro potessero aspettarsi.

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