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MATERA - Va bene la voglia di vincere: prima bisogna partire da due aspetti

Roberto Chito
01.04.2019 19:50

I tifosi biancoazzurri, foto: Mariella Tralli

Le dichiarazioni di Nicola Benedetto, portano ai primi spunti di riflessione. L’imprenditore di Marconia, ha affermato che nel caso in cui gli sarà affidato il titolo sportivo del nuovo Matera, il suo progetto sarà ambizioso: "Si gioca per vincere, non per partecipare". Ovviamente, ben vengano queste parole da parte dell’impresario lucano. Ma c’è un però. Bisogna far attenzione.

Perché i biancoazzurri sono finiti sul lastrico proprio per questa voglia di competere con le grandi del Girone C, cercando di ottenere a tutti i costi la Serie B. La stagione 2016-17, deve essere d’esempio. Perché il Matera si giocò il tutto per tutto, rinunciando anche ad alcuni giocatori giovani che erano in procinto di sbocciare. Facciamo l’esempio di Sonny D’Angelo, promettente centrocampista che di lì a poco avrebbe fatto le fortune della Sicula Leonzio. O di tanti giocatori, come ad esempio Lanini, che nella Città di Sassi non hanno fatto bene, mentre altrove si sono confermati. Perché la voglia di vincere a tutti i costi, può portare a fare il passo più lungo della gamba. E in un campionato difficile come la Serie D, probabilmente l’infuocato Girone H, torneo che non ha nulla da invidiare al Girone C di terza serie, bisogna fare molta attenzione. Nicola Benedetto, ha dichiarato diverse volte di non capire molto di calcio.

Al contempo, l’imprenditore lucano, nei suoi settori è uno dei top leader, con risultati davvero eccellenti. Dunque, in questo caso, la passione dovrebbe lasciar spazio alla razionalità e al senso imprenditoriale, che in alcuni casi sono abbandonati. Certo, i tifosi vogliono sempre vincere. Devono anche comprendere che tutto questo non è facile. In Serie D, da diversi anni, ci sono formazioni come Taranto e Cerignola che ogni anno cercano di vincere il campionato, non badando a spese sia in estate, sia in inverno. Poi, però, arrivano sempre dietro la prima, che alla fine è sempre una sorpresa. Per questo, serve pazienza. Discorso che vale per il futuro, a prescindere o meno se la manifestazione d’interesse sarà vinta da Nicola Benedetto. Anche un altro soggetto, deve far parlare un parola semplice: progetto.

Quella che negli ultimi anni non abbiamo mai ascoltato. Perché il "si deve vincere", fa passare di mano la realtà. Meglio programmare il futuro, perché come abbiamo visto, in Serie C ci si può arrivare anche attraverso il ripescaggio. La speranza di tutta la piazza materana è che chi venga a far calcio nella Città dei Sassi, possa avere un organigramma chiaro, senza strani misteri o presta-nomi che possano nascondere i veri proprietari. Chiarezza, e soprattutto trasparenza.

E la speranza che l’amministrazione comunale, come punti fondamentali per presentare la manifestazione d’interesse possa mettere questi due punti. Perché la voglia di vincere viene subito dopo un progetto stabile e duraturo, senza il rischio che fra tre, quattro o cinque anni, ci ritroviamo in una situazione simile a questa. Se ripartenza dev’essere, lo deve essere nel vero senso della parola.

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