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Lippi: "Nel 2006 fu fondamentale il gruppo. Italia, niente paura: Mancini è il top"

Redazione TuttoMatera.com
09.07.2018 15:35

Il ct Marcello Lippi in conferenza stampa, foto: Fonte Web

"È una data molto bella da ricordare anche se il tempo passa in fretta. Quel gruppo aveva una grande autostima, e ricordo la grinta di Gattuso che mi voleva ammazzare quando decisi di lasciare la Nazionale. Ricordo la saggezza di Pirlo e leader come Buffon, Cannavaro e Peruzzi: tre punti di riferimento. Dopo aver vinto contro la Germania, ero sicuro che avremmo vinto il Mondiale". È il ricordo di Marcello Lippi nel ricordo del successo di dodici anni fa.

L’ex ct, a Radio Uno, ha analizzato diversi aspetti. Oltre ad avere ricordato quel 9 luglio 2006, Lippi guarda anche al presente azzurro: "Sono fiducioso perché abbiamo ottimi giovani e un commissario tecnico esperto come Mancini. I nostri giocatori giocano tutti in squadre importanti della Serie A. In questo modo si può costruire una Nazionale importante. Mancini poi, può dare la svolta al nostro movimento. Inoltre, abbiamo anche una buona qualità, con ottimi giovani in ogni reparto. Questi calciatori hanno bisogno di un allenatore che proponga un calcio oltre che equilibrato, soprattutto propositivo. E devo dire che Mancini ha queste caratteristiche ed è in grado di coinvolgere tutti".

In Russia si è visto un Mondiale ricco di sorprese. E anche su questo, Lippi, dice la sua: "Non esistono più le piccole squadre che per i calciatori hanno già esperienza nei migliori campionati europei. C’è qualità ovunque, per questo le big hanno avuto difficoltà all’inizio. Il Belgio ha un tasso tecnico elevato ma la Francia è giovane e forte. L’Inghilterra ha portato un calcio e una mentalità diversa. Sono squadre che dureranno nel tempo e questo è un problema per l’Italia".

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