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MATERA - Dalle parole si passa ai fatti? Il bando c'è, ora tocca agli interessati rispondere. La situazione

Roberto Chito
14.05.2019 20:05

Lo stadio XXI Settembre-Franco Salerno, foto: Fonte Web

Il momento della verità è arrivato. Trenta giorni per capire se il Matera nascerà o meno. Perché dal bando per la manifestazione d’interesse dipende il futuro del calcio materano. Partiamo dall’origine. Durante il periodo di attesa, in due si sono fatti avanti per poter prendere in mano il nuovo corso del pallone materano.

Ovvero, si tratta di quei soggetti che sono usciti pubblicamente allo scoperto e hanno dichiarato di voler partecipare alla manifestazione d’interesse. In ordine di tempo, il primo è stato Nicola Benedetto. Già il lunedì successivo all’esclusione del Matera dal torneo di Serie B, l’imprenditore di Marconia aveva manifestato tutto il proprio interesse, dicendosi pronto a scendere in campo per poter allestire sin da subito una squadra competitiva nel calcio di Serie D. Dopo qualche settimana, o meglio dopo un mese e mezzo, si è presentato Giuseppe Fragasso, ex direttore generale del Fc Matera dal 2009 al 2011, a rappresentare una cordata denominata Matera 1933, presentando un progetto che vede coinvolti cento soci con diecimila euro ciascuno. Due, dunque, i soggetti che si sono esposti pubblicamente.

Anche se nell’intervista che lo stesso Fragasso ha rilasciato a TuttoMatera.com settimana scorsa, si è paventata anche l’ipotesi di coinvolgere Nicola Benedetto in questo progetto anche se una risposta al meglio non c’è. Infatti, l’imprenditore lucano, oggi ha preferito non rispondere alla nostra Redazione che ne voleva sapere di più sulla presentazione della sua manifestazione d’interesse. Ovviamente, a ventiquattrore dalla presentazione del bando, adesso è il tempo delle valutazioni e delle riflessioni. Dati alla mano, nessun altro soggetto si è esposto pubblicamente. Magari, con il passare del tempo ci potrà essere qualche altro interesse, considerato che Matera rispetto ad alcuni anni fa ha un fascino diverso e che la ripartenza dalla Serie D sarebbe diversa rispetto a quella dei campionati regionali.

Perché per poter ricominciare dall’Eccellenza o dalla Promozione, non serve fare un bando e versare 150mila euro, ma semplicemente trasferire un titolo sportivo di un club della Provincia e ripartire. Questo, però, sarebbe umiliante. E sicuramente, la sarebbe la peggior ripartenza. Perché dopo l’anno e mezzo che la Matera calcistica ha vissuto, ripartire dalla Serie D deve essere il primo passo per poter spazzar via il passato e avviare un corso diverso. Anche perché, la quarta serie ha il suo fascino e non è assolutamente un campionato facile. Nessuno chiede di vincere subito ma di avere un progetto chiaro e limpido. Su questi temi, ci saranno i modi giusti per affrontare il tutto, nei tempi giusti.

La cosa importante è che si riparta dalla Serie D e che la manifestazione d’interesse da parte del Comune abbia avuto un proprio fine. Le regole della Figc sono molto più rigide rispetto al passato, dunque sarà necessario presentare il giusto incartamento. Il 14 giugno alle ore 13.00, poi, ci sarà lo stop. Lì sapremo quante manifestazioni d’interesse sono giunte in Comune, con la speranza che si possa apprendere già qualcosa prima. La speranza è che chi ha da subito alzato la mano dicendo "si riparte con me", sia fedele alla parola data e partecipi a questo bando. Il resto, poi, sarà deciso dal tempo.

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