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Metterci la faccia anche quando non si deve: la lezione di Danza

Roberto Chito
27.12.2018 19:04

Il tecnico Franco Danza, foto: Sandro Veglia

Se c’è qualcuno che può dire qualcosa in tutta questa storia è sicuramente Franco Danza. Eppure, quest’ultimo non si è schierato. Però, al netto delle 156 presenze da giocatore e di qualche piccola avventura da allenatore dei biancoazzurri, il tecnico di Castellaneta è sicuramente la figura giusta per poter dare messaggio in questo momento. E lo ha fatto nel post partita di ieri.

Perché se c’era un posto nel quale Franco Danza non voleva essere ieri pomeriggio era sicuramente sedersi sulla panchina del XXI Settembre-Franco Salerno, la quale doveva essere di Eduardo Imbimbo. Perché, l’attuale trainer della Berretti è un cuore biancoazzurro e il messaggio che ha lanciato è stato davvero importante. Con lui, una cosa del genere non sarebbe mai successa. Perché il capitano di una squadra di calcio è l’ultimo ad abbandonare la nave. Il capitano di una squadra di calcio ha i colori della società come una seconda pelle. Franco Danza, in campo ha parlato con fatti e prestazioni. Da queste parti è stimato, perché a Matera quando si dà tutti al di là dei risultati, si viene sempre ricordati.

Parole importanti, quelle del tecnico della Berretti che sicuramente sarebbe voluto andare in campo anche lui per difendere i colori biancoazzurri, insieme a Vito Chimenti, in panchina con lui. Entrambi a rappresentare un calcio che ormai non esiste più. Entrambi a dare un esempio. Perché la maglia del Matera va sempre onorata. E non può essere il mancato pagamento di uno stipendio a far scendere tutti dalla nave. Danza ha parlato della sua esperienza, perché di momenti difficili ne ha vissuti anche lui. Perché non tutte le 156 partite disputate sono state facili.

Perché sedersi su quella panchina è stato un onore, ma non doveva esserci lui ieri pomeriggio e un po’ gli è pesato. Perché con Franco Danza capitano del Matera, una cosa del genere non sarebbe mai successa. Perché in campo sarebbe andato, a costo di andarci da solo. Perché a metterci la faccia è sempre il primo. E lo ha fatto anche ieri quando in un pomeriggio di Santo Stefano poteva essere altrove. Ecco che questi esempi, nel calcio di oggi mancano davvero tanto.

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