L'Intervista

GIRONE C - Calabro: "Ecco cosa conta per vincere. Contatti? Sono alla finestra per adesso"

Redazione TuttoMatera.com
22.10.2019 12:05

Il tecnico Antonio Calabro, FOTO: FONTE WEB

"I contatti ci sono sempre. Avendo le idee chiare e sapendo che cosa voglio dalla mia professione, non sempre i contatti vengono approfonditi per una serie di questioni. Ho sempre avuto avuto le idee chiare: quelle due-tre cose sulle quali mi sono basato per fare l’allenatore. Se vengono meno questi presupposti preferisco star fermo per andare in giro e migliorare le proprie conoscenze". Sono le parole di Antonio Calabro, ex allenatore di Virtus Francavilla, Carpi e Viterbese che ospite della trasmissione "Di Calcio" in onda su Studio 100 ha fatto un punto completo della situazione. Dalla Serie C alla Serie D, passando per il momento che sta vivendo il suo allievo Taurino, fino alla progettualità dei club.

SUL CAMPIONATO: "Dipende in che maniera si guarda questo campionato. Non è un torneo facile perché al di là delle rose e del blasone dei club, conta soprattutto la progettualità e la programmazione che hanno i club".

SULLE SORPRESE: "Il Potenza non lo è. Ha dato continuità al progetto nato l’anno scorso con Raffaele in panchina, basandosi su giocatori importanti con una rosa rinforzata anno dopo anno. Ci sono società che hanno avuto delle difficoltà ma che a lungo andare prenderanno quota: ad esempio il Bari che è subito ripartito".

SUL BARI: "Dico che è tra le favorite, ma non è la favorita. Non basta basarsi sul nome dei giocatori e sul blasone della società. Sarebbe un grosso risultato vincere già al primo anno, però per farlo serve un percorso che parte da lontano. La programmazione rapida e veloce non ti fa vincere tante partite. Da questo punto di vista serve tempo e pazienza".

SULLA PROMOZIONE: "Le mie considerazioni partono da lontano. Perché la regola degli under di quest’anno non fa altro che spaccare in due tronconi il campionato. Anche perché, chi utilizza al meglio questo regolamento alla fine si trova il vantaggio di vedere la propria stagione costare zero. Queste società, però, devono accontentarsi di un campionato medio. Si tratta di un aspetto che conviene molto a diversi presidenti. Un discorso di sostenibilità che serve a portare avanti al meglio il discorso. Invece, la scena sarà di quelle sei-sette che hanno speso fior di quattrini per puntare a vincere. Quest’anno sono tante le squadre che lottano per vincere".

SUI MODULI: "Qualcuno pensa che siano la soluzione al problema, ma non è così. Adesso che sono fermo, oltre a studiare e a guardare diverse partite sono un appassionato di conferenze stampa pre e post partita. Tranne gli allenatori, diversi presidenti e direttori sportivi parlano del modulo come la soluzione a tutti i mali. Gli allenatori sanno bene che il discorso è diverso".

SUL BITONTO CAPOLISTA: "Taurino ha un suo modo di fare l’allenatore che non può essere copiato. Ognuno ha la propria personalità e il proprio modo di far calcio. Quello che si vede in campo è solamente il venti per cento delle capacità di un allenatore. Queste si vedono durante la settimana nella gestione dei momenti positivi e difficili. Taurino sta facendo bene perché è bravo. Ha avuto la fortuna di fare i professionisti nei dilettanti grazie alla progettualità".

SU TAURINO: "Lui era con me già da Gallipoli, da quando abbiamo vinto il campionato là. Poi è venuto con me a Francavilla Fontana dove nonostante fosse un campionato di Eccellenza era professionismo allo stato puro. L’entusiasmo di Taurino è nato da un periodo che abbiamo passato insieme che va anche al di là dell’aspetto professionale. Poi, quando sei un allenatore e in campo ti accorgi che c’è Taurino che fa il tecnico è davvero un aspetto importante".

SUL TARANTO: "Purtroppo, ogni anno è una storia che si ripete. Si tratta di una società che acquista i maggiori giocatori e prendere sempre i migliori allenatori. Quest’anno si era affidata a Ragno che di campionati ne ha vinti davvero tanti e che per la Serie D è davvero il top. Sicuramente Panarelli farà bene, anche perché ha fatto bene anche la scorsa stagione. Strano che non riescano a far bene. Però, non essendoci nulla non so dire qual è il motivo. Purtroppo non è il primo o il secondo anno dove il Taranto non riesca a far bene, ormai sono svariati anni che la storia si ripete. Dall’esterno diventa strano visti i valori che mettono in campo ogni anno".

SUI CONTATTI: "Non ho ricevuto nessuna chiamata da parte del Taranto. Pertanto, smentisco questa voce".

SULLA SERIE D: "Dispiace vedere così tante piazze in quarta serie come Taranto, Brindisi, Casarano, Foggia. Però, è un aspetto importante per il campionato che dà ancor più valore. Sono squadre che devono venir su per forza. La loro realtà è un’altra con tutto il rispetto per le altre squadre che ci sono in questo campionato".

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