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LA RIFLESSIONE - Barattare una fede per una semplice categoria? Il presente più brutto di sempre

Roberto Chito
15.10.2019 18:46

I tifosi biancoazzurri, FOTO: SANDRO VEGLIA

Discorso probabilmente chiuso. Le notizie che arrivano da Rende mettono un punto finale ad una questione che ha coinvolto molte persone. E soprattutto, illuso tante. Soprattutto illuse. Perché il possibile approdo del Rende nella Città dei Sassi ha fatto pensare a molti la possibilità del trasferimento del titolo sportivo per la prossima stagione. Peccato, che la realtà non è mai stata questa. A prescindere o meno da possibili cavilli delle Noif, l’intenzione di trasferire il titolo sportivo a Matera, il presidente dei biancorossi Fabio Coscarella non l’ha mai avuta.

Molti, invece, pensavano il contrario. E invece no. Se il Rende avesse voluto giocare a Matera, lo avrebbe fatto dalla prima giornata di campionato. E invece, questo continuo rimandare ha portato anche alla luce, secondo indiscrezioni, la richiesta di un contributo per portare la Serie C a Matera. Sicuramente, alcune persone sarebbero tornate al XXI Settembre-Franco Salerno per il piacere di rivedere quella categoria che i biancoazzurri hanno abbandonato in una fredda serata del 13 febbraio, fra l’indifferenza totale di tutti. Curiosità, a nulla di più. Curiosità e speranza. Alla fine, sarebbe stata una semplice illusione. I progetti di Fabio Coscarella erano altri, ma in un anno di ripartenza, la speranza dei tifosi materani era quella che l’imprenditore cosentino potesse avere un colpo di fulmine e decidere di far calcio nella Città dei Sassi. Non sappiamo se questo sarebbe successo, perché non prevediamo il futuro.

Sappiamo che a Rende i progetti sono altri e che il Matera, oggi sta cercando di ripartire. Meglio pensare al presente, e soprattutto guardare la realtà, nuda e cruda qual è. Il presente parla di due squadre in Prima Categoria: il Città dei Sassi e il Sassi Matera, e di una in Seconda: l’Usd Matera. Società che stanno disputando i loro rispettivi campionati, con l’obiettivo di essere la realtà che possa rappresentare la Città dei Sassi nel panorama calcistico. Per poter vedere quantomeno un’Eccellenza ci sarà da soffrire e da scalare campionati, che sulla carta possono sembrare amatoriali, ma che in realtà sono difficili. A meno che in estate qualche scenario non cambi. Magari, trovando qualche fusione con una realtà della Provincia che possa regalare a Matera un titolo di Eccellenza per programmare subito la risalita in Serie D.

Discorsi futuristici, ma da non sottovalutare visto che a maggio si tornerà a votare per le comunali e probabilmente qualcosa, da questo punto di vista si muoverà. Chi farà il prossimo passo, per entrare in maniera importante nel mondo del calcio, sappia che trova una tifoseria ferita e soprattutto incazzata. Quanto accaduto dal febbraio 2018 è stato davvero paradossale. Oggi, però, si sta cercando di guardare avanti. Piccoli imprenditori hanno cercato di avviare il pallone biancoazzurro, ripartendo dalle categorie regionali. I tifosi hanno già cominciato a schierarsi: il seguito avuto dall’Usd Matera nella prima partita a Spinoso è stato importante. E chissà cosa accadrà domenica per la prima casalinga, con la speranza che si possa giocare al XXI Settembre-Franco Salerno.

Perché per poter avvicinare cittadini e semplici curiosi al pallone cittadino, c’è bisogno di giocare in città e non andare a sette chilometri. Tutto questo per poter evitare ben bambini e ragazzini possano restare sul divano di casa a guardare la Serie A e perdere quella bellezza che si prova a vedere giocare la squadra della propria città. Parliamo di categorie regionali, ma da qualche parte si doveva pur ripartire. Alcuni, il primo passo lo hanno fatto. adesso tocca ad imprenditori importanti di questa città che hanno l’occasione per riscattarsi da quanto accaduto in estate e regalare a Matera un’unica società di calcio che possa disputare l’Eccellenza nella prossima stagione, puntando subito alla risalita in Serie D.

Perché Matera merita questo. E soprattutto, lo meritano i propri tifosi che in questi anni ne hanno davvero passate tante. Per buona pace dell’approdo del Rende sfumato nella Città dei Sassi. Perché non si possono barattare i colori biancorossi con quelli biancoazzurri per una terza serie. Si chiama senso di appartenenza che dovrebbe unire cittadini e imprenditori, con la speranza di costruire nel più breve tempo un progetto credibile. Non è mai troppo tardi per fare il passo. Basta solamente avere il giusto coraggio. E nell’attesa, spazio a Prima e Seconda Categoria, male che vada nel giro di qualche anno qualche categoria migliore la si può anche conquistare sul campo.

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