L'Intervista

Lamberti: "Questo è successo in questi mesi. Ho rimesso tempo e soldi"

Roberto Chito
04.02.2019 18:10

Il presidente Rosario Lamberti, foto: TuttoMatera.com

"Siamo degli ibridi, in attesa di capire cosa ne sarà di noi. La Figc, mercoledì dovrebbe negarci l’affiliazione e dunque escluderci dal campionato in corso. Il problema, però, sta a monte: il Matera non doveva essere iscritto a questo torneo e per le stesse ragioni sarà escluso. Dunque, io voglio capire perché il club è stato ammesso lo scorso giugno al torneo di terza serie, quando Gravina, allora presidente della Lega Pro, e Ghirelli, segretario generale, sapevano la situazione del club. Matera, capitale europea della cultura ma non del calcio ne resta senza. Io non ho fatto altro che perdere tempo, e vi posso assicurare anche che ci ho rimesso tanti soldi". Esordisce così, il presidente Rosario Lamberti negli studi di Sportitalia, dove questo pomeriggio ha analizzato la situazione del club biancoazzurro che fra quarantottore rischia di essere escluso dalla Serie C dopo due mesi davvero paradossali e con varie vicende in negativo.

  

MOTIVI DELL’ACQUISTO

Ovviamente, con una situazione così difficile alle spalle la domanda è una: cosa ha indotto Lamberti acquistare il club? Ecco la risposta: "Il principale motivo era l’indagine che era stata aperta dalla Guardia di Finanza di Bari verso la Tradeco, società proprietaria del Matera fino alla scorsa stagione. Un provvedimento che era stato fatto insieme alla Covisoc. Io ho acquisito la società il 15 ottobre e dal giorno dopo sarei dovuto partire con una nuova situazione. Siamo anche riusciti a pagare gli stipendi, rispettando la prima scadenza, compiendo un vero e proprio miracolo. Con tutto quello che è successo in queste ultime settimane ho deciso di tutelare la mia immagine e la mia persona. Ovviamente mi sono affidato ad una serie di avvocati: poi saranno i tribunali a decidere. In tutto questo, però, c’è un pro: chi verrà dopo di me, partendo anche dalla Serie D, si troverà una situazione pulita e non avrà più scuse. Perché Matera merita il massimo e di tornare in categorie importanti: dunque, la prossima società non potrà sbagliare".

   

CAOS STIPENDI

A dicembre, poi, è scoppiata la grana inerente ai giocatori: "Mi sono trovato con un’intera squadra in sciopero in quanto non ho potuto pagare gli stipendi di dicembre. Per colpa delle vecchie gestioni, la società, sul proprio e unico conto corrente, si era trovata ben trenta protesti. Ai giocatori ho proposto alcune soluzione per poter ottemperare al pagamento degli stipendi, attraverso altre forme, cercando di usufruire dei crediti che il club vantava. Loro, però, hanno deciso di andare avanti per questa decisione, proclamando lo sciopero e mandando una serie di certificati medici per non presentarsi agli allenamenti. In tutto questo avevo anche il mercato bloccato per colpa di un documento che la vecchia gestione non aveva presentato. L’unico soluzione era quella di far scendere in campo la Berretti. Purtroppo, hanno subito diversi gol, ma alcuni ragazzi si sono fatti notare in un campionato di Serie C e adesso hanno mercato. Ultimamente poi, abbiamo chiesto alla Lega Pro il rinvio delle partite contro Catania e Bisceglie. Non abbiamo avuto alcuna risposta. Ad inizio stagione però, ricordo che sono state prese decisioni diverse per alcuni club, a cominciare dalla Viterbese che è entrata in gioco solamente a novembre".

   

RAPPORTI CON COLUMELLA

Prima di ottobre, Lamberti aveva provato ad acquistare il Matera da Saverio Columella: "Con lui non ho avuto rapporti, non l’ho mai sentito per capirne di più di questa situazione. L’unica volta che ho avuto a che fare con lui sono dovuto scappare da Matera. Poi dopo ho trattato con la nuova società e con un amministratore delegato fantasioso e discutibile. Fortunatamente c'era un altro socio con il quale si poteva dialogare, l'avvocato Ripoli, al quale do atto della passione, della saggezza e del perbenismo, il quale poi mi ha dato le garanzie e mi ha fatto pensare di acquisire il Matera. Ripeto: a giugno, alla Covisoc sono sfuggiti diversi aspetti. Il Matera aveva la fidejussione Finwrold che non era valida e diversi lodi inerenti ad alcuni giocatori che non erano stati pagati. Per tutte questa situazioni, i biancoazzurri non dovevano essere iscritti a questo campionato".

   

PEZONE, QUA LA MANO

Soprattutto a luglio, Rosario Lamberti aveva criticato i ricorsi di Antonio Pezone, presidente del Racing Aprila che chiedeva l’esclusione del Matera dal campionato. Ora, l’imprenditore avellinese si è ricreduto: "Aveva ragione lui: il Matera non doveva disputare questo campionato perché non poteva per tutte le situazioni che si erano create. Oggi posso dire che lo affiancherà in questa sua battaglia, perché ci aveva visto lungo e aveva ragione. Servono risposte da parte di Gravina e Ghirelli sul perché il Matera è stato iscritto a questo campionato".

   

CAMPIONATO: FALSATO O MENO?

Vicissitudini che hanno condizionato anche il Girone C: "Nella maniera più assoluta questo campionato è stato falsato. Mi dispiace solamente che con i 32 punti di penalizzazione già avuti e con i diversi deferimenti arrivati, abbandoneremo questo campionato senza aver toccato la quota del -100. Sarebbe stato un caso unico in Italia. Al di là di questo però, credo che oltre al caso-Matera, alla fine verranno fuori tante altre situazioni inerenti a molte società. Io, i problemi li ho scoperti solamente quando ho acquisito la società. Mi sono trovato in mano una situazione ingestibile".

   

PARADOSSO SQUADRE B

In tutto questo, Rosario Lamberti critica anche alcune regole del torneo di Serie C: "Credo che le Squadre B siano una grande contraddizione. Da una parte sono state create per poter far giocare i giovani, mentre dall’altra, viene fatta una regola solamente per il Matera che se schiera i ragazzi del settore giovanile non può accedere al minutaggio. Si vuole dar spazio ai giovani e poi vengono prese questa decisione. È la dimostrazione che c’è caos: Gravina e Ghirelli dovrebbero decidere cosa fare da grandi".

   

UN CALCIO DIVERSO

In conclusione, il massimo dirigente del club biancoazzurro chiude con un augurio speciale: "Per far sì che il calcio torni ad essere credibile, bisogna cambiare i personaggi".

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