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Matera, va in archivio un annus horribilis: cambio al vertice ma ancora diverse grane. Il riassunto

Roberto Chito
31.12.2018 17:05

La maglia dei biancoazzurri, foto: Sandro Veglia

Non resterà negli annali dei ricordi dei tifosi biancoazzurri. Tutt’altro. Perché il 2018 che ci sta salutando, è forse uno degli anni peggiori che il Matera ha trascorso nella sua storia recente. Nessuno lo vorrebbe rivivere. Un anno che ha segnato la svolta dal punto di vista societario ma non attenuato una crisi che ormai va avanti da diverso tempo. Il 2018 del Matera va analizzato in diversi aspetti.

A cominciare dal passaggio societario. Non uno, ma ben due. Sì, perché Saverio Columella, dopo aver aperto i propri orizzonti cercando qualche partner per poter andare avanti, decide di mollare tutto e vendere la società. Prima ci prova con Rosario Lamberti e la Lps che si era fatta avanti a metà luglio. Poi, però, ad inizio agosto, il club viene ceduto a Nicola Andrisani, imprenditore del settore della ristorazione che insieme all’avvocato Vitantonio Ripoli e al ds Luigi Volume acquisisce il club. L’imprenditore materano, resterà in sella per poco più di due mesi e mezzo. Infatti, a metà ottobre, l società viene venduta nuovamente a Rosario Lamberti. Questa volta, tutto viene messo nero su bianco senza nessun colpo di scena. E così, l’editore televisivo, dopo essere stato presidente del Matera per circa dieci giorni, lo diventa ufficialmente in autunno, senza colpi di scena inattesi.

I problemi, però, saranno sempre i soliti: perché la situazione debitoria non sarà quella che sembra, ma molto più grave. Questo problema sarà risolto nel 2019? Vedremo. Non è andata meglio per quanto riguarda gli aspetti tecnici. Perché il 2018 che sta andando in archivio, è stato un anno nel quale è stato davvero difficile parlare solo di calcio. Perché la crisi economico-finanziaria del Matera parte ad inizio anno. Gli stipendi cominciano a non essere pagati. Arrivano le penalizzazioni e la squadra allenata da Gaetano Auteri, invece si lottare per i play off, riesce ad ottenere la salvezza fine aprile, grazie alla vittoria conquistata contro il Catania. I biancoazzurri, cominciano a diventare bersaglio di tutti. L’Aic ne chiede l’esclusione dal nuovo campionato, nel quale il Matera riesce comunque ad iscriversi prima che Saverio Columella decida di lasciare il club.

Dopo la salvezza ottenuta, il primo avvento di Lamberti porta nel club il ds Luigi Volume e il tecnico Eduardo Imbimbo, i quali cominciano a costruire la squadra. Il problema è che il discorso viene ripreso ad inizio agosto, quando arriva Nicola Andrisani. Nel frattempo, l’ex ds del Taranto aveva cominciato a costruire la squadra zeppa di giocatori di Serie D. Qualche altro innesto arriverà e il campionato del Matera parte sotto lo scetticismo generale. Imbimbo fa quel che può e nel momento migliore della squadra biancoazzurra scoppia nuovamente la grana-stipendi. Questa, porta il ritorno dell’Aic a prendere una decisione drastica: sciopero dei giocatori.

Matera che scende in campo con la Berretti per due partite. Un 2018 che ha davvero pochissimo da ricordare. La speranza è che nel nuovo anno, ci possa essere la tanto attesa svolta definitiva. Che si ritorni a parlare solamente di calcio e non di tutto il resto. Anche perché, questo era stato l’appello del presidente Lamberti al suo arrivo. Poi, le cose si sono messe in maniera diversa. Oggi, però, c’è una tifoseria che vuole che il 2019 sia completamente diversi dagli ultimi anni. Perché questo 2018 è stato davvero terribile sotto diversi punti di vista.

Tanti nodi da sciogliere nel nuovo anno: Matera, come si riparte ora?
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