L'Intervista

Hysaj: "Matera, ecco quando abbiamo capito che sarebbe finita. Tante promesse non mantenute"

Roberto Chito
03.03.2019 17:35

Il centrocampista Alessio Hysaj in azione, foto: Sandro Veglia

"Non mi sarei mai immaginato che questa avventura sarebbe finita in questo modo. Sapevo che rispetto agli altri anni andavamo incontro a situazioni un po’ difficili e quindi si sarebbe trattata di una stagione un po’ più complicata, ma non avrei mai pensato finisse così". Sono le parole di Alessio Hysaj, centrocampista del Matera, l’ultimo ad avere realizzato un gol dei biancoazzurri in terza serie.

Intervistato da MaSport.it, l’ultimo prodotto del vivaio materano analizza passo per passo i momenti che hanno portato al tracollo biancoazzurro: "È una situazione surreale. Queste cose nel calcio non dovrebbero succedere, soprattutto in una categoria come questa. Noi, purtroppo, non l’abbiamo vissuta benissimo. C’erano ragazzi che venivano da fuori, non sapevano con quali soldi avrebbero dovuto pagare l’affitto o magari come pagarsi da mangiare. Ovviamente, queste cose ti condizionano. Qualcuno dice che avremmo dovuto solamente giocare a calcio, ma non è così. Quando si scende in campo bisogna farlo con la testa libera. Con problemi del genere giochi pensando come devi vivere dopo. Per fortuna eravamo un gruppo unito, soprattutto i grandi cercavano di aiutarci in qualsiasi modo. Le colpe? Non sono da attribuire ad una sola persona. Inizialmente, i tifosi ci hanno sempre sostenuto. Poi, c’è stato un periodo di rottura per via dei cattivi risultati, ma non essendo a conoscenza di tutto questo si sono infastiditi".

Hysaj, poi, risponde anche al presidente Rosario Lamberti che più volte ha attaccato la squadra non ritenendola adatta a disputare un campionato di Serie C: "Non le condivido. Molti di noi hanno avuto esperienze al minimo in Serie D. Alcuni poi, provenivano anche da Primavere importanti di squadre di Serie A. Altri, invece, da squadre di Serie C. Sul campo la squadra, fino alla partita contro il Catanzaro aveva conquistato ben sedici punti, e senza penalizzazione si sarebbe trovata a metà classifica. Non eravamo fenomeni, ma questo lo sapevamo. Però, ci mettevamo sempre il cuore. Alle spalle, avevamo un gruppo unito. Lamberti? Preferirei non dire niente a riguardo. Posso solamente dire che il presidente ha promesso tante cose, poi non mantenute. Non so i motivi per i quali non lo abbia fatto. Ricevere uno stipendio dovrebbe essere una cosa ovvia: un dovere, non un piacere. Per questo, ci siamo sentiti presi in giro".

Fino alla partita contro il Catanzaro il Matera era in corsa per la salvezza. Poi, però, tutto è precipitato in maniera verticale. E Hysaj spiega: "Che la situazione sarebbe finita in questo modo abbiamo iniziato a pensarlo quando ci è stato comunicato che la scadenza del pagamento degli stipendi di dicembre non sarebbe stata rispettata. Pensavamo fosse solo un momento di crisi passeggera, e infatti siamo scesi in campo contro la Juve Stabia. Poi, abbiamo scioperato per circa venti giorni per permettere a chi di dovere di rispettare i pagamenti. Penso che ogni persona deve difendere i propri diritti. Chiunque al posto nostro avrebbe fatto lo stesso. In questo l’Aic ci ha sostenuto sempre, aiutandoci in qualsiasi modo, dandoci consigli o aiuti quando li abbiamo chiamati in causa nel periodo degli scioperi".

Hysaj, conclude con il più bel ricordo in biancoazzurro: "Non può che essere il girono dell’esordio in Coppa Italia contro il Potenza. Venivamo da appena una settimana di allenamenti, affrontavamo una squadra che rispetto a noi era già formata sotto il punto di vista dell’organico. In quell’occasione lo stadio era pienissimo, con i tifosi che hanno vissuto quella partita come un qualcosa di vita o di morte. Ci hanno trasmesso quel qualcosa in più per poter far bene in campo. La scena che ricorderò sempre è sentire il boato del pubblico dopo il gol di Dellino. Sono sicuro che il Matera tornerà più forte di prima. I tifosi torneranno a far parlare di loro con il loro tifo".

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