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MATERA - Ci risiamo ancora: stesso scenario di otto anni fa ma con prospettive future del tutto diverse

Roberto Chito
27.08.2019 10:00

Lo stadio XXI Settembre-Franco Salerno, FOTO: SANDRO VEGLIA

Sembra di rivivere lo stesso scenario dell’estate 2011. Allora, l’Fc Matera per poco meno di 50 mila euro non era riuscita ad iscriversi al campionato di Seconda Divisione, dopo il grande miracolo fatto dalla coppia Dimitri-Cadregari qualche mese prima, con una salvezza incredibile, ipotecata già nel girone d’andata. Sforzi vanificati dalla mancata iscrizione al campionato successivo, e Matera che torna nel limbo.

Otto anni dopo, il copione è lo stesso. Questa volta, però, è ancora più tragico. Perché i biancoazzurri, il precedente campionato non lo finiscono nemmeno. Il forfait arriva a metà febbraio, dopo la quarta rinuncia. Situazione che si fa drammatica ad inizio dicembre, quando lo strappo fra società e squadra, porta in campo la Berretti che poi alla lunga si defila e si decide di mollare definitivamente la presa, anche perché i punti di penalizzazione sono davvero troppi. Matera che resta senza calcio e pensa all’imminente futuro, con l’ancora di salvezza dell’articolo 52 delle Noif, che permetterebbe al Bue di ripartire dalla Serie D con una nuova società. I tira e molla di questi mesi e il teatrino messo in atto da imprenditori e amministrazione comunale che non sono riusciti a trovare un piano di rilancio per il pallone biancoazzurro, li conosciamo tutto.

Così, alla scadenza di fine luglio, Matera, per la seconda volta consecutiva nel giro di pochi mesi deve restare senza calcio. Il problema maggiore è che nell’estate 2011 c’era un’ancora di salvezza: l’Irsinese. L’ex Fortis Murgia, a caccia di uno stadio, veniva ospitata nella Città dei Sassi e da subito aveva preso i colori biancoazzurri, salvo poi, un anno dopo, diventare Matera. Squadra adottata, cresciuta e poi fatta propria. Anche dai tifosi, che hanno subito deciso di disertare lo stadio non riconoscendosi in questa squadra, salvo poi, qualche mese dopo, riaccoglierla con il nome Matera. Tutto merito di Saverio Columella, imprenditore altamurano, che nel dicembre 2011, prese il titolo sportivo dalla coppia Silvano-Dibenedetto, portando il team alla salvezza e costruendo la rinascita del Matera.

Come sono andate le cose le conosciamo tutti: in due anni, i biancoazzurri si ritrovano in Serie C, sfiorando addirittura la promozione in Serie B. Poi, il declino. Problemi economici e di bilancio, stipendi non pagati, un crack incredibile. Dopo che la Matera calcistica era impazzita, ha gioito e visto i propri colori girare per l’Italia. Oggi, però, la realtà è del tutto diversa. Non c’è nessun club di Serie D che Matera può adottare, salvo poi farlo suo a giugno, con un’altra fusione. Il ripartire da zero, con un nuovo titolo sportivo, e un nuovo progetto, si è fermato al fondo perduto di 300 mila euro che ha scoraggiato gli imprenditori materani e non, che per oltre quattro mesi hanno fatto solamente chiacchiere. Così, i tifosi materani, vivono l’estate più tragica degli ultimi anni.

Perché un vuoto del genere non c’era mai stati. L’unica possibilità riguarda il basso delle categorie regionali: c’è il Città dei Sassi il Prima Categoria e il Sassi Matera in Seconda. Al momento, le uniche realtà calcistiche sono loro. Sicuramente è una bella botta vedere sfumare la Serie C in questo modo, e vedersi subito sprofondare in Prima e Seconda Categoria, senza nemmeno la ripartenza dalla Serie D, o al massimo dall’Eccellenza.

Così, è davvero troppo. E oltre che significare il fallimento dell’imprenditoria materana e di un’amministrazione comunale che il calcio non ha mai fatto nulla, non resta che sperare che fra qualche mese, a giugno, possa nascere qualche nuova prospettiva per il rilancio dei colori biancoazzurri, magari dall’Eccellenza, per provare subito a ritornare quantomeno in Serie D. Perché così è troppo.

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