L'Intervista

L'esclusiva - Imbimbo: "Matera, sarai così. Obiettivi? Le richieste del club"

Roberto Chito
21.07.2018 17:45

L'allenatore Eduardo Imbimbo, foto: Emanuele Taccardi

"La proprietà mi ha chiesto due obiettivi: il rispetto del bilancio e la salvezza. Quest’ultimo, però, non lo vorrei nemmeno nominare. Sono sempre abituato a guardare avanti, mai indietro. Però, rispetto a tutte le altre squadre siamo partiti in ritardo, per questo, in questa stagione ci siamo posti questo traguardo. Ovviamente, partiamo e vediamo come andranno le cose, ma non ci poniamo limiti". Con queste parole, Eduardo Imbimbo, neo allenatore del Matera si ri-presenta ai tifosi biancoazzurri. Il tecnico di Montemarano, contattato in esclusiva da TuttoMatera.com, ha spiegato nei minimi dettagli il perché della scelta biancoazzurra.

Buon pomeriggio mister: come procedono questi primi giorni di lavoro?

"Con tanta intensità, purtroppo il tempo non è dalla nostra parte e dobbiamo cercare di fare le cose in fretta. Abbiamo tanti aspetti da valutare, come giusto che sia. E lo dobbiamo fare con poco tempo a disposizione. Sappiamo, inoltre, che in questo momento non possiamo permetterci il minimo errore. Però, al più presto contiamo di costruire il 70-80 per cento della rosa, in modo da cominciare a lavorare. Credo che partire in ritiro con metà squadra a disposizione non abbia molto senso. Per questo, preferiamo farlo con qualche giorno di ritardo, ma con una rosa quasi completa a disposizione. In ogni caso, contiamo, che nel giro di una settimana, massimo dieci giorni, di riuscire in questa vera e propria impresa. Sono in contatto ogni cinque minuti con il ds Volume. Siamo al lavoro costantemente per partire il prima possibile".

Cosa l’ha spinta ad accettare Matera?

"Per prima cosa le persone che mi hanno contattato. Sono molto felice che la scelta sia ricaduta su di me, perché ho l’occasione di allenare in una grande piazza come Matera. La proprietà ha avuto la giusta caparbietà di venire a fare calcio in questa piazza che ha davvero delle grandi potenzialità. Non è stato facile lasciare Avellino, ma avevo davanti a me una grande opportunità".

Infatti. Il ds Volume, giovedì pomeriggio, in conferenza stampa l’ha definita un folle ad aver detto di no alla Serie B per venire a Matera, in Serie C. La pensa allo stesso modo?

"Credo che prima di ogni decisione bisogna leggersi dentro. Sono 37 anni che sono in questo mondo, dove ho bruciato le tappe. Sono partito dal settore giovanile dell’Avellino, poi pian piano mi sono fatto spazio. Non credo che sia stata follia dire di no allo staff tecnico biancoverde per venire a Matera. Vado avanti con la mia filosofia, e al momento, il mio obiettivo è quello di evolvermi. Poi, ho un’occasione importante in una piazza che in Serie C è sicuramente tra le migliori".

Quali sono le difficoltà nel costruire una squadra praticamente da zero?

"Tante, non posso nasconderlo. Partire in anticipo, ti avvantaggia sotto tanti aspetti. Da quello conoscitivo a quello tattico, oltre alla preparazione atletica. Al momento, abbiamo un gap di circa due settimane rispetto a tutte le altre squadre. Però non disperiamo, e mi auguro che con il club possiamo bruciare le tappe. Oltre al ds Volume, sono in contatto con il presidente Lamberti, il direttore generale de Simone e il consulente Scibilia: stiamo lavorando, e anche tanto. Però, serve la giusta serenità per non sbagliare nelle scelte, perché quando si ha fretta il rischio di commettere errori è tanto. Faremo le scelte più appropriate in questa settimana".

Passiamo al mercato: il ds Volume ha dichiarato che per il nuovo corso, il giocatore giusto dal quale ripartire è Mattera. La pensa così anche lei?

"Parliamo di un calciatore importante che ho incontrato tante volte da avversario. Con Volume, però, abbiamo adottato una linea ben precisa: vogliamo trovare il meglio, soprattutto il giocatore deve venire a Matera per dare delle garanzie ed essere utile al progetto. Questo vale sia per i nuovi, che per i vecchi. Ovviamente, per quanto riguarda i vecchi bisogna testare la loro disponibilità a restare. Bisogna parlarci e capire quali sono le loro aspettative. Con Volume abbiamo intrapreso questa linea. Poi, si tratta di un giocatore importante che qualsiasi allenatore vorrebbe avere a disposizione. Però, è lo stesso discorso che possiamo fare per tutti gli altri calciatori che sono in organico".

Per quanto riguarda i nuovi: su che tipo di giocatori punterete?

"Dico qual è la mia filosofia: voglio far calcio con giocatori tecnici e di qualità nelle due fasi. Cercheremo giocatori dinamici, veloci e soprattutto freddi in avanti. Più che sui nomi, valuteremo i profili secondo questi aspetti".

Quali sono le caratteristiche principali del suo calcio?

"Per me è importante dare alla squadra un’identità ben precisa. A me piace fare un calcio d’attacco, sposando un gioco propositivo. Credo che in questo modo si possa arrivare con più facilità al risultato. Vale anche per quando sei costretto a rincorrere e devi recuperare un risultato. Con questo modo di fare, aumentano le possibilità di riprendere in mano la partita. E poi, anche le palle inattive sono molto importanti. Infatti, rappresentano un’opportunità che bisogna cercare di sfruttare al meglio in partita. Portare avanti l’idea di un calcio offensivo, però, va fatta soprattutto con un’organizzazione di squadra che è alla base di tutto".

Che tipo di campionato si aspetta?

"Sempre più duro. Ogni anno, infatti, nel proprio bagaglio di conoscenze bisogna inserire sempre quel qualcosa in più. Anche i giovani si adattano bene e dal primo momento fanno vedere tutte le loro qualità. Non ci si può distrarre un attimo perché si rischia tanto. Infatti, in Serie C puoi fare figuracce contro l’ultima in classifica, e la settimana dopo il colpaccio contro la prima. Per questo, in campo bisogna andare sempre concentrati e non dare mai nulla per scontato".

Infine, torniamo alla presentazione ufficiale di giovedì: a primo impatto, che sensazioni ha avuto del pubblico materano?

"Sono 37 anni che faccio questo mestiere, e sin da subito si percepiscono le potenzialità della piazza dove si va a lavorare. Giustamente, da parte dei tifosi c’è un po’ di freddezza per come sono andate le cose nell’ultima stagione e soprattutto per questo passaggio improvviso della società. Però, sin da subito ho visto la grande passione della piazza. Ho avvertito la sensazione che se si riesce ad entrare nel cuore della gente si possono fare davvero delle cose importanti".

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