L'Editoriale

EDITORIALE - Per Matera il calcio non è cultura: un verdetto che scopre una verità che non si può più nascondere

Roberto Chito
22.01.2019 11:26

La maglia del Matera, foto: Sandro Veglia

Nell’anno di Matera Capitale Europea della Cultura, il calcio dalla Città dei Sassi rischia di sparire. E non bisogna nemmeno aspettare giugno per avere l’infausto verdetto. No, perché Lega Pro e Figc hanno intenzione di anticipare i tempi. Già, il prossimo 30 gennaio, settimana prossima per intenderci, nel Consiglio Federale saranno analizzate le richieste di escludere quei club con la fidejussione irregolare.

Nonostante il presidente Rosario Lamberti continua a parlare della presentazione di una bozza fidejussoria inviata alla Lega Pro, da Firenze rispondono che non è ancora arrivato nulla. Chi ha ragione? Difficile capirlo visto che la querelle è ormai all’ordine del giorno e invece di parlare di calcio, stiamo parlando di altri aspetti. Il problema è che il prossimo 30 gennaio, il Matera potrebbe essere clamorosamente escluso dal campionato. Sarebbe una beffa soprattutto per i tanti tifosi biancoazzurri che in estate, con 1500 abbonamenti hanno deciso di sposare il progetto dell’allora presidente Nicola Andrisani, materano doc e grande garanzia da questo punto di vista. Alla fine però, i fatti sembrano essere altri. Perché il Matera versa in una condizione davvero disperata e il prossimo 30 gennaio potrebbe essere staccata la spina, tant’è che sarebbe forse il tanto agognato sospiro di sollievo per i tifosi materani che non ne possono più. E pensare che nell’anno di Matera Capitale Europea della Cultura, il calcio doveva essere al centro del villaggio per cercare di trovare quella rinascita che serviva.

Oggi, invece, rischia di sparire. E la cosa che fa più rabbia è che da Palazzo di Città tutto tace, come se la fine del calcio a Matera sia una liberazione per tutti. Perché sicuramente questa città non è come Bari o Parma, dove la ricostruzione è durata davvero poco. Oppure non è come Ferrara quando nell’estate 2013, il sindaco Tagliani convocò la famiglia Colombarini per affidarle il titolo sportivo della Spal che attraverso la fusione con la Giacomense ricominciò dalla Lega Pro e nel giro di quattro anni si è trovata in Serie A. Purtroppo Matera non sembra avere questo fascino calcistico dove se si muore oggi, si ha la certezza di rinascere domani. Un po’ come accaduto a Brindisi, dove dopo diversi anni di buio si è ricominciati dalla Seconda Categoria e la prossima stagione i pugliesi saranno sicuramente in Serie D, anche attraverso il ripescaggio.

D’altra parte però, c’è l’attuale presidente Rosario Lamberti che ha le idee chiare vuole continuare ad andare avanti per poter salvare il club. L’editore avellinese ha affermato di voler riceve il sì per quel famoso Lodo-Lotito, con il quale fu salvata la Lazio nell’allora 2004. Peccato, che il Matera nel giro di una settimana rischia di essere estromessa dal campionato che sta disputando con un manipolo di giovani per evitare sconfitte a tavolino. Peccato, che dalla Lega Pro si continua a ribadire che il Matera non ha ancora presentato la fidejussione come era stato dichiarato dal club. Peccato che questo 2019 si è aperto in maniera peggiore di come è finì il 2018. Peccato che la pazienza dei tifosi biancoazzurri sembra essere arrivata al limite.

Peccato che la polita guarda tutto con disinteresse, perché il calcio non sembra essere patrimonio di questa città. Peccato che la politica poi, quando si ottiene un risultato sportivo è sempre in prima facile, per proclamarsi primi tifosi. Peccato che il calcio a Matera rischia davvero di sparire. Perché c’è una piccola fiammella accesa e Rosario Lamberti se la sta giocando al meglio. Peccato che anche questo potrebbe non bastare. Peccato che dopo la fine di tutto questo non si ha la certezza di ripartire a giugno con un nuovo progetto e con idee ben più chiare rispetto al recente passato.

Peccato che il XXI Settembre-Franco Salerno potrebbe restare vuoto per diverso tempo. E forse, qualcuno potrebbe prendere la palla al balzo per ottenere qualcosa. Peccato che la Capitale Europea della Cultura, in questo 2019 di rinascita rischia di perdere un grande patrimonio. Perché il calcio è una delle prime industrie del nostro Paese, e forse a questa città avrebbe potuto dare anche un grande mano. Peccato. Perché alla fine di questa agonia ci resterà una sola parola: peccato.

Commenti

Buongiorno Mercato - Catania, si pensa al mercato per la risalita. Reggina, pronti gli ultimi tre colpi? Catanzaro, tre le richieste di Auteri
Stendardo: "Non tutelati nel momento decisivo. Su di me tante bugie"