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Ventura: "Un anno e mezzo non può cancellare trent'anni: questo finale non lo posso accettare. L'Italia? Non c'erano più i presupposti, in Russia non sarei andato"

Redazione TuttoMatera.com
18.01.2019 00:20

L'allenatore Gian Piero Ventura, foto: Fonte Web

"Pur non avendo vinto nulla, ho sempre trasmesso un'immagine di serenità e correttezza, vorrei concludere con professionalità. Ho voglia di continuare a fare quello che ho sempre fatto, vorrei riprendere la mia vita, quella che un anno e mezzo sembra aver cancellato. Voglio rimettermi in gioco, ho il sacro fuoco dentro, non accetterei mai un finale del genere". Sono le parole del tecnico Gian Piero Ventura.

Intervistato da Sky Sport, l’ex ct della Nazionale parla per la prima volta dopo il divorzio dal Chievo, dicendo: "Quando sono arrivato c'erano due grandi problemi: la condizione fisica e gli infortunati. Poi mancava convinzione, la penalizzazione aveva creato grandi difficoltà sotto l'aspetto mentale. In un mese abbiamo fatto un grande lavoro sulla testa di ogni giocatore, Di Carlo ha trovato una squadra in grado di giocare 90 minuti ad alta intensità. I giocatori si sono sentiti traditi e lo capisco, questo è uno dei gruppi con cui ho lavorato meglio. Le parole di Pellissier sono state dettate dalla delusione".

E poi si ritorna a quella ferita aperta contro la Svezia: "Non sarei andato ai Mondiali. Non c'erano i presupposti per lavorare e l'aspetto tecnico era l'ultimo dei problemi. Avrei potuto dimettermi prima. Ho perso solo due partite in un anno e mezzo, con Spagna e Svezia. Non c'è stato alcun ammutinamento, sono state dette un sacco di bugie e questo mi ha ferito più di tutto. Ho pensato di querelare per certe farneticazioni. Mi sono chiesto perché siano uscite queste cose".

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