L'Editoriale

Che svolta sia, ma in tutto e per tutto: cambiare per un futuro diverso. Matera, è la resa dei conti

25.06.2018 00:01

Il significativo striscione della Gradinata Biancoazzurra, foto: Sandro Veglia

Molto presto si conoscerà il futuro del Matera. In un senso o nell’altra. Capiremo se resterà Columella al comando della nave biancoazzurra. O, se insieme a lui ci saranno altri soci. Oppure, se passerà definitivamente la meno, dando vita ad un’altra proprietà. Ancora poche ore, poi ci sarà la verità. Su una cosa, però, a prescindere da come andranno le cose, tutti sono d’accordo: che si dia una svolta. Nel senso che si cambi modo di rapportarsi con la Città, i tifosi e soprattutto la stampa. Questa assenza di comunicazione, e soprattutto di figure con le quali interagire e interloquire, non può esistere in un campionato professionistico. In questo modo si crea una comunicazione distorta e alla fine, la colpa non può essere sempre della stampa che finisce nel tritacarne della critica generale. La speranza è che si cambi passo. Perché è impossibile che da febbraio, momento nel quale sono cominciate le difficoltà societarie, c’è stato il silenzio più totale. Non è normale che da quando è terminato il campionato, e sono trascorsi due mesi, ci sono stati appena due comunicati stampa. Perché non cercare di aprire la base societaria già a febbraio, in modo da non avere queste pesanti penalizzazioni? Sono tutte domande, che ovviamente non avranno nessuna risposta. Come il fatto per il quale, se ci sono dei soggetti interessati, perché la società non ha informato la piazza, ovviamente facendoli restare nell’anonimato? Siamo arrivati a fine giugno, con le scadenze che incombono e con il tempo che è pari a zero. Da quando è terminato il campionato c’è stato il silenzio più totale. E anche la campagna abbonamenti non sta per nulla facendo registrare numeri importanti. Chi sottoscrive un abbonamento con questa situazione di incertezza? Soprattutto dopo quando accaduto nell’ultima stagione, con un silenzio generale che non ha fatto altro che alimentare domande senza nessuna risposta. E i tifosi, ancora una volta hanno risposto, andando allo stadio e sostenendo la squadra, senza il minimo cenno di contestazione ad una società che continuava a restare silente. Parliamo di una questione ormai nota, perché se c’è una cosa da imputare alla gestione Columella è proprio la comunicazione. La speranza è che in qualunque modo si ricominci, questo problema venga risolto e si dia una svolta decisiva. Intanto, non si può far altro che aspettare.

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