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NAZIONALE - La riscossa di Roberto Mancini: l'azzurro torna a risplendere grazie alla straordinaria cura del ct. Tutti i numeri

Redazione TuttoMatera.com
16.10.2019 15:02

Il ct Roberto Mancini, FOTO: FONTE WEB

Undici vittorie, quattro pareggi e sole due sconfitte. In più, ci mettiamo anche il record di nove vittorie consecutive che apparteneva a Vittorio Pozzo. In più, ci aggiungiamo un Girone di qualificazione all’europeo stradominato. In più ci mettiamo una squadra che ha finalmente un gioco. Numeri che fotografano l’anno e mezzo di Roberto Mancini sulla panchina degli azzurri.

Tutti sappiamo nel maggio 2018 dove eravamo. E vedere dove siamo arrivati oggi, può sembrare un sogno. E non lo è. Si tratta della realtà. Merito del tecnico di Jesi che dalla macerie per la delusione del mancato mondiale ha saputo costruire, taccare le corde giuste e riportare l’Italia dove meritava. Lo ha fatto con un Girone pre-europeo stra-dominato: otto vittorie su otto partite, qualificazione conquistata con tre partite d’anticipo. E mancano due match per far l’en-plain. Una Nations League ben disputata, quando sembrava scontata la retrocessione nella Divisione B. L’unico rischio che Mancini aveva messo in preventivo era questo.

Perché quando bisogna costruire, qualcosa per strada la devi pure lasciare. E invece no. Dallo scorso ottobre, l’Italia, dopo un apprendistato di giugno-settembre, ha ricominciato dal gioco: quello che alla Nazionale non è mai piaciuto. Si sapeva vincere soffrendo. Invece no. La mentalità di Mancini è quella di vincere, farlo bene e soprattutto con un bel gioco. In più, il tecnico di Jesi ha messo una riga definitiva con il passato: la sua Italia è giovane. In campo sono andati tanti giocatori che attraverso l’azzurro si sono guadagnati spazio nei club. L’esempio di Zaniolo è lampante.

Il 4-3-3 poi, esalta appieno le caratteristiche di un gruppo che si è ben formato e che purtroppo, in vista dell’europeo deve lasciare a casa diversi giocatori che avrebbero meritato. Non era mai accaduto. La coperta era sempre corta, e chiamare ventidue giocatori sembrava un’impresa titanica. Roberto Mancini ha cambiato diverse prospettive.

Parlano i numeri: il 64,71 per cento di vittorie. Trentasette punti su cinquantuno a disposizione in diciassette partite. Gli unici ko sono arrivati contro la Francia campione del Mondo e il Portogallo campione d’Europa. Numeri al quale il ct non guarda, perché sa bene che l’unica cosa che conta è l’europeo.

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