L'Intervista

Plasmati: "Matera, ho la morte nel cuore. Futuro? A queste condizioni"

Roberto Chito
15.02.2019 12:55

L'attaccante Gianvito Plasmati, foto: Sandro Veglia

"Vivere questa esperienza in prima persona e a casa mia mia ha devastato nell’anima. Sono certo che il calcio a Matera non morirà. Come, con chi, quando non è facile saperlo. Chi verrà a fare calcio nella Città dei Sassi deve sapere che dovrà investire tempo, passione e, soprattutto, risorse economiche". Sono le parole di Gianvito Plasmati, attaccante che in questa stagione ha vestito la maglia del Matera.

Purtroppo per lui, non è stata un’avventura felice, visto che si è subito nuovamente infortunato nel match contro il Siracusa, dopo aver segnato la rete della vittoria contro la Viterbese. Però, l’attaccante ex Catania, Atalanta e Siena a La Gazzetta dello Sport ripercorre quest’avventura, dicendo: "Sono stati mesi particolari. Avevo abbracciato anima, cuore e corpo questa avventura, e da materano vivo un doppio dramma. Un epilogo del genere, visto dall’esterno, desta stupore, vissuto a casa tua fa ancora più male. Una morte annunciata e nell’indifferenza di tutti, dispiace che sia finita così".

Da non dimenticare il gol alla Viterbese: "Quella rete ha portato un entusiasmo incredibile. L’affetto della gente e dei miei cari mi ha riempito il cuore. Ma da quel momento sono iniziati i problemi e tutto è andato a rotoli. Mi era stato chiesto di tornare per dare una mano, e avevo sposato la causa perché speravo si potesse costruire qualcosa di buono, rimettendomi in gioco davanti alla mia gente. Ho fatto più di quanto potevo e non posso rimproverarmi nulla, mi sento mortificato".

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