Il Personaggio

Il profilo - Columella, cosa resterà? Un patron con molteplici ruoli

Roberto Chito
22.07.2018 19:00

Il patron Saverio Columella, foto: Sandro Veglia

L’uomo della rinascita. Con tutta la sua follia, Saverio Columella ha contribuito a riportare il Matera in Serie C. Una categoria che mancava da tanti, troppi anni: ben 24. Al suo arrivo, l’obiettivo era da subito chiaro: conquistare il professionismo. E al secondo tentativo c’è riuscito, dopo essersi dato un tempo massimo di tre anni. Saverio Columella è semplicemente questo: una persona caparbia e determinata nel guardare avanti.

Con lui il Matera ha vissuto le migliori pagine sportive degli ultimi anni. Personaggio istrionico, un vulcano in piena. Soprattutto nei primi tempi, quando non sapeva realmente cosa voler fare. Infatti, il ruolo semplice di presidente non gli bastava. Anzi, non gli è mai bastato. Lui contattava i giocatori, lui li portava. E magari, li allenava pure. Ed è successo anche questo: maggio 2013, Matera-Foggia, partita di play off. Marcello Chiricallo era squalificato e in panchina andò proprio Saverio Columella. Per la prima volta calò i panni di presidente-allenatore. Lui, però, il tecnico lo ha sempre fatto. In ogni partita, si metteva dietro la panchina del suo allenatore, dando indicazioni ai giocatori che spesse volte si giravano e si chiedevano: a chi devo ascoltare?

Columella, nell’inverno 2015 decise anche di entrare in campo per protestare durante un Matera-Casertana per alcune decisioni dell’arbitro. Gli costò una lunghissima squalifica che avrebbe terminato proprio quest’anno. Columella, però, per lunghi tratti della sua gestione è stato anche un grande comunicatore: riusciva ad arrivare al cuore della gente, perché in fondo era soprattutto un tifoso. Un legame che si era creato a primo impatto tanto da farlo svestire quasi subito dal ruolo del semplice presidente.

Commenti

Columella: "Matera, missione compiuta. L'addio? E' andata così"
Le più belle vittorie dell'era Columella: c'è l'imbarazzo della scelta