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Gravina: "Format Serie B, riforma dei campionati e seconde squadre: rispetto all'estate ci sono personaggi diversi, questa la situazione"

Redazione TuttoMatera.com
15.01.2019 22:20

Il neo presidente della Figc Gabriele Gravina, foto: Fonte Web

"Rispetto a quest’estate sono cambiati i protagonisti. È innegabile che ci sia stata da parte del commissario una forzatura normativa, oggi si ritorna a leggere le norme". Sono le parole di Gabriele Gravina, neo presidente della Figc che fa il punto della situazione in vista del futuro del calcio italiano dopo un estate davvero bollente che ha portato a diversi strascichi.

Uno dei tanti cavilli da risolvere riguarda il format della Serie B che in estate ha mandato in tilt il sistema della Serie C. E a vivere questa situazione fu proprio Gravina che a La Gazzetta dello Sport, afferma: "La Serie B tornerà a 22 squadre. L’ho già detto con chiarezza. A meno che non intervenga una decisione del Consiglio Federale con la maggioranza dei tre quarti. Non saranno consentite ulteriori fughe in avanti. Se dovesse percepire minacce di nuovi contenziosi, adotterò tutti i provvedimenti necessari. Detto questo, possiamo stabilire il percorso che porti in via definitiva la Serie B a 20 squadre, con la mia disponibilità a proporre il blocco dei ripescaggi".

E da qui, si parla della riforma dei campionati: "Ho chiesto aiuto al Governo, ma fino ad oggi sono stati impegnati con altro. Ora sono tornati a concentrarsi sul progetto del semiprofessionismo. Se dovesse passare, scenderemmo a 40 squadre professionistiche, 20 in Serie A e Serie B, senza spargimenti di sangue. Viceversa, mi troverei costretto ad incorare un commissario ad acta, per il sistema così non è più sostenibile. Il calcio non è dei presidenti, ma di milioni di tifosi. È a loro che dobbiamo dare certezze. Comunque con le nuove licenze nazionali che abbiamo voluto approvare, vedrete che sarà una selezione naturale".

Un altro punto criticato dal presidente Gravina è quello sulle seconde squadre. Il numero uno della Figc, è chiaro: "Per come è stato frettolosamente concepito e introdotto dalla gestione commissariale, non è il mio progetto e lo chiuderò. Dobbiamo lavorare ad un sistema diverso, che premi davvero i giovani, innanzitutto abbassando il limite da 23 a 20 anni. Per com’è ora, serve solo a schierare giocatori in esubero".

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