L'Editoriale

EDITORIALE - Matera, il ricordo del 4 maggio 2014: non dimenticare per costruire un futuro migliore

Roberto Chito
04.05.2019 15:18

i festeggiamenti dei biancoazzurri dopo la promozione in Serie C, foto: TuttoMatera.com

Cinque anni sono volati via. L’inizio di un grande sogno e una fine davvero clamorosa, arrivata nel peggiore dei modi. Perché il calcio è fatto di belle e brutte pagine, ma quella che ha vissuto la Matera calcistica in questa stagione è stata davvero la peggiore della propria storia. Quanto accaduto, però, non potrà mai cancellare un giorno che i tifosi materani ricorderanno per sempre.

Perché niente e nessuno potrà cancellare quel 4 maggio 2014, in cui la squadra allenata da Vincenzo Cosco conquistava la promozione in Serie C, vincendo un campionato sul campo dopo ventiquattro anni. Ricordi indelebili, al termine di un campionato vissuto punto su punto, emozione dopo emozione. Dal meno otto sul Marcianise, al sorpasso sul Taranto avvenuto al Massaquano di Vico Equense contro il Real Vico. Anche quella partita ha portato via delle emozioni uniche, che mani nessuno dei seicento materani presenti in Campania potrà mai dimenticare. E poi, l’apoteosi arrivata dopo il tre a zero sul Manfredonia: il Matera tornava in Serie C dopo tanti, troppi anni. Lo faceva con Saverio Columella al timone. Lo faceva con colui che aveva riportato il calcio a Matera dopo un altro fallimento e dopo aver ereditato il titolo sportivo dall’Irsinese. In quel 4 maggio 2014, cominciava anche il grande sogno di una tifoseria intera che solamente l’anno dopo aveva assaggiato il ritorno in Serie B.

Emozioni, tanti ricordi che adesso non fanno altro che far uscire qualche lacrimuccia ai più nostalgici. Perché queste emozioni, la Città dei Sassi merita di riviverle, magari con un finale diverso. Perché se a Saverio Columella si danno i grandi meriti della rinascita, bisogna anche attribuirgli qualche colpa per quanto accaduto in questa stagione. Perché quanto accaduto ha solamente tanti colpevoli e vede in una tifoseria e in una Città le uniche vittime. Ma non abbiamo intenzione di puntare il dito contro nessuno. Non lo abbiamo fatto nei mesi precedenti, e non lo faremo nemmeno ora. Vogliamo solamente rivivere una giornata storica, che si era portata dietro un campionato incredibile, con tanti momento che non possono essere dimenticati. Dalla prematura scomparsa del giornalista Renato Carpentieri, alla vittoria di un campionato, che dopo il ko di San Giorgio a Cremano nessuno poteva prevedere.

Eppure, il Cosco-bis ha portato quella scossa necessaria ad una squadra che si è subito ritrovata e che con sette vittorie consecutive aveva ritrovato i vertici della classifica. La vittoria di Marcianise è stata la svolta, mentre il ko di Taranto il rischio di vivere una clamorosa beffa. Il lieto fine, però, è stato quello che tutti si aspettavano. Dopo quella promozione, il Matera, per quattro stagioni è stata protagonista in Serie C, prima del clamoroso crollo finale. Prima di uscire di scena nel peggiore dei modi, passando alle cronache italiane in una brutta maniera. Oggi, però, non bisogna vivere di ricordi. Oggi, bisogna guardare avanti, pensando al futuro, cercando un presente diverso.

Facendo di tutto affinchè quanto accaduto nell’ultima stagione non si ripeta ancora. La palla è nei piedi del Comune di Matera. A loro il compito di trovare il progetto migliore per dare la nuova vita al calcio materano. A tifosi, città e media, il compito di vigilare e di non commettere alcuni errori che sono stati commessi in questi anni, rifugiandosi negli ottimi risultati tralasciando tutto il resto. Perché il ricordo del 4 maggio 2014 resterà indelebile per sempre. Con la speranza che un altro 4 maggio 2014, la Matera calcistica possa rivivere il prima possibile.

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