Primo Piano

ESCLUSIVA - Dimitri: "Matera, tanti bei ricordi. Il presente? La mia idea"

L’ex ds a TuttoMatera.com: "I biancoazzurri, visti dopo il 3-0 sono pericolosi. Il passato? A due facce per tante ragioni"

Roberto Chito
13.11.2017 00:00

Il direttore sportivo Luigi Dimitri con Perniola e Tosto, foto: Sandro Veglia

Ha fatto tanto con poco. Arrivato in un momento difficile, è riuscito a rimettere in piedi una situazione critica. Prima la vittoria in Coppa Italia e nei play off, in Serie D. Poi, una salvezza in Seconda Divisione. Infine il fallimento. Al XXI Settembre, oltre ad aver lasciato un buon ricordo, Luigi Dimitri ci è tornato da spettatore e da addetto ai lavori sabato pomeriggio contro il Trapani. E TuttoMatera.com, ha contatto, in esclusiva, l’ex ds biancoazzurro per una chiacchierata fra passato e presente.

Direttore, sabato sera era in tribuna al XXI Settembre: che effetto le ha fatto tornare a Matera?

"Per me, è sempre una grande emozione ritornare al XXI Settembre. È un posto dove ho fatto bene in un momento particolare e di grande difficoltà. Quando arrivai la situazione era difficile, ma siamo stati bravi a farla diventare facile. Mi ha fatto davvero piacere che tanti tifosi biancoazzurri, sabato pomeriggio, mi sono venuti a salutare con grande affetto".

Passiamo alla partita. Ha assistito ad un match pazzo: da 0-3 a 3-3, per lei è stato un risultato giusto?

"Sì, perché premia la grande voglia di rimetterla in piedi da parte del Matera che non si è arreso. La partita, sul 3-0 per il Trapani, era pressochè finita. Da parte dei biancoazzurri, però, c’è stata grande voglia di raddrizzarla. Poi, la rete del tre a uno, è stata fondamentale. Sono stati bravi a completare la rimonta. Credo, che se la partita fosse continuata per altri cinque minuti, il Matera, poteva addirittura vincerla".

Abbiamo visto un Matera a due facce: secondo lei, perché?

"Sinceramente non lo so, e non ho la presunzione di poterlo dire perché non solo all’interno. È difficile capirlo. Auteri è stato davvero bravo a cambiare le carte in tavola, trovando gli accorgimenti giusti, nel momento più difficile della partita. La svolta per i biancoazzurri è stato l’aver fermato Marras che nel primo tempo era stato il più pericoloso dei trapanesi. Il Matera è riuscito a ridimensionare il Trapani nel giusto momento del match".

Cosa le he piaciuto e sono no del Matera, ieri pomeriggio?

"Mi è piaciuta molto, la voglia di crederci sul 3-0. Un passivo così largo avrebbe mandato in tilt qualsiasi tipo di squadra. Invece no, il Matera è stato bravo ad avere la giusta voglia di rimetterla in piedi. Biancoazzurri mai domi per tutta la partita. E pensare che ha recuperato tre gol al Trapani, che alla vigilia del campionato, insieme a Lecce e Catania, era partite come principale pretendente per poter vincere il torneo. L’aspetto negativo, invece, è stato quello di essere andati in svantaggio di tre reti, e soprattutto con così tanta facilità".

Sul 3-0 in favore del Trapani, secondo lei direttore, quanto è stato importante l’affetto del pubblico?

"Sono stati essenziali. Il pubblico di Matera è davvero maturo e lo ha dimostrato anche ieri. Probabilmente, da un’altra parte le cose sarebbero andate in maniera diverse subito dopo la terza rete. A Matera no. Posso dire che ho ritrovato il pubblico come l’ho lasciato".

Dove può arrivare questo Matera?

"Il campionato è lungo e difficile. I biancoazzurri, però, giocano davvero bene ma dieci punti dal primo posto sono ancora tanti. Però, per l’atteggiamento visto dopo aver recuperato la partita, questa squadra può dire la propria".

Sappiamo che lei è sempre attento ai giocatori più giovani. Sabato pomeriggio, nel Matera ce n’erano tanti: quale o quali l’hanno maggiormente impressionata?

"Qualcuno in particolare non c’è. Però, devo lodare l’atteggiamento avuto sul 3-0. Tutti sarebbero crollati, soprattutto i giocatori più giovani, che in queste situazioni sono sempre i primi ad accusare il contraccolpo psicologico, perché era un passivo pesante e maturato in soli 37 minuti. Hanno avuto una grande forza di reazione. Poi, avranno anche tutto il tempo di migliorare".

Dopo l’ultimo fallimento, il Matera è ripartito con Saverio Columella che da sei anni sta regalando tornei importanti: un segnale di stabilità che serviva?

"Dopo gli ultimi anni che ha attraversato il Matera, precedenti a quest’ultima gestione, l’aver trovato un imprenditore che ha dato stabilità e regalato tornei importanti, anche in Serie C, per i tempi che corrono in questo momento in Italia, è tanta roba. Columella è un proprietario che ha investito molto e si è tolto davvero delle belle soddisfazioni, come le ha fatte togliere a questi tifosi, disputando ottimi campionati".

Facciamo un piccolo salto nel passato. Torniamo alla sua esperienza a Matera: che ricordi ha del suo anno e mezzo in biancoazzurro?

"Belli per quello che è stato fatto e per come è stato fatto. Nella prima stagione, sono arrivato a gennaio, quando c’era una piccola finestra di mercato ancora aperta, e dove la stagione sembrava ormai compromessa. Per questo, abbiamo cercato di puntare esclusivamente sulla Coppa Italia, anche se erravamo ancora agli inizi della competizione, visto che in campionato eravamo ormai attardati e in piena zona play out. In quel modo, dovevamo accedere ai play off per poi cercare di ritornare in Seconda Divisione dopo diversi anni di assenza. E ci siamo riusciti. Dal primo momento, ho trovato grande disponibilità da parte delle persone che mi sono state affianco".

Tutto secondo i piani, quantomeno da gennaio a giugno. Il ritorno in Seconda Divisione, però, è stato bello e al contempo brutto per l’epilogo finale: come mai?

"Tosto mi disse che voleva costruire una squadra giovane, per poter contenere i costi e per poter ambire ad un campionato tranquillo. Ho accettato senza problemi l’incarico e con un tecnico esperto, e bravo nel lavorare con i giovani come Cadregari, abbiamo fatto bene. La squadra giocava anche bene. A Tosto, però, dissi che se alla fine del Girone di andata eravamo nel gruppone per ambire ai play off, avrei voluto la possibilità di prendere qualche altro giocatore per ambire ai play off, ovviamente senza fare follie e nel rispetto del budget. Con queste premesse ho accettato la sfida. Poi, quello che è successo lo sanno tutti".

A proposito del primo anno. Dopo il suo arrivo, a Matera è giunto anche Rizzo in panchina con il quale con il quale ha vissuto anni importanti nel settore giovanile del Lecce. Con lui si è vinto Coppa Italia e play off. Lei che conosce bene il tecnico salentino, cosa pensa delle sue dimissioni a Lecce? E soprattutto, quale deve essere stato il motivo che lo ha indotto a prendere questa decisione?

"Lo conosco da tanti anni e non so dare una risposta a questa domanda. Rizzo, aveva la chance della sua vita. A Lecce, ci ha giocato prima, poi ha fatto diverse volte il secondo allenatore. Prima ancora, alla guida della formazione Primavera, con me responsabile del settore giovanile, aveva vinto praticamente tutto. L’anno scorso, poi, ha avuto l’occasione di allenare la squadra della sua Città, che definisco la chance della vita. Credo che avrà avuto le sue ragioni per dimettersi dopo tre partite".

In chiusura, facciamo le carte a questo campionato: Lecce, Catania, Trapani, o una sorpresa. Direttore, secondo lei, chi andrà in Serie B?

"Il calcio è sempre opinabile, ma alla fine i numeri parlano chiaro. E questi, ci inducono a pensare che sia l’anno del Lecce. Dopo averci provato per tanti anni, alcuni fattori, in questa stagione sembrano girare a favore dei salentini. Parliamo di una squadra che riesce a vincere le partite anche al fotofinish. E anche questo, è un fattore importante. Il Catania, però, è lì. Però, devo dire che il Matera visto dopo il 3-0 contro il Trapani è una squadra che può dare fastidio. Anche per qualità e per la facilità con la quale hanno rimesso in piedi, una partita ormai morta, contro una formazione che ambisce a vincere il campionato, ha recuperato tre reti. D’altra parte, mi hanno deluso i siciliani. Quando vai in vantaggio di tre reti, non puoi farti recuperare. Per giunta, è la seconda volta che capita nel giro di poche partite. Questo, vuol dire che il Trapani ha qualche problema. E una squadra che ha queste difficoltà, difficilmente può vincere un campionato".

Commenti

UFFICIALE - Fidelis Andria, deciso il futuro della panchina pugliese
Nazionale, o la Russia o l'apocalisse. Caccia all'impresa. Le ultime